Negli Stati Uniti, Tesla ha deciso di cambiare le regole del gioco per le sue offerte. Per chi sta pensando di ordinare una Model 3 o una Model Y, infatti, l’esperienza d’acquisto non è più la stessa. L’azienda di Elon Musk ha rimosso l’Autopilot dalla dotazione standard di entrambe le vetture, in tutte le loro varianti. Tale opzione, non riguarda la guida autonoma “totale”, ma un sistema di assistenza alla guida di Livello 2. Con tale cambiamento, chi vuole qualcosa in più del semplice cruise control tradizionale deve guardare alla Full Self Driving (FSD). Scegliendo, dunque, tra il pacchetto completo da 8.000 dollari o l’abbonamento mensile da 99 dollari. In alternativa, si può anche rinunciare del tutto, almeno inizialmente, sapendo però che certe comodità non saranno disponibili.
Tesla rinuncia all’Autopilot negli Stati Uniti
Il punto critico sta proprio qui. Senza Autopilot e senza FSD, le nuove Model 3 e Model Y escono dalla fabbrica prive di funzioni come il cruise control adattivo con Stop & Go e il mantenimento attivo della corsia. Si tratta di sistemi ADAS che oggi si trovano senza troppa difficoltà anche su vetture di fascia decisamente più accessibile. Di base, rimane soltanto un cruise control non adattivo, una soluzione che suona quasi anacronistica per un marchio che ha costruito la propria immagine sull’innovazione.
Come se non bastasse, Elon Musk, con un messaggio pubblicato su X, ha chiarito che il prezzo dell’abbonamento alla Full Self Driving è destinato ad aumentare. Giustificando i rincari progressivi del pacchetto FSD proprio con l’evoluzione del software. Per ora, va sottolineato, tale rivoluzione riguarda solo il mercato statunitense. In Europa e in Italia tutto resta invariato, con l’Autopilot base ancora incluso di serie. Ciò anche perché le normative locali non consentono l’uso della Full Self Driving. Resta però la sensazione che Tesla stia testando il terreno, pronta a spingere sempre di più verso un modello basato su abbonamenti e servizi a pagamento.
