C’è voluto un po’, ma alla fine la svolta è arrivata. Con l’approvazione definitiva da parte del Senato, dopo il via libera della Camera, il Disegno di legge che modifica il decreto legislativo n. 209 del 2003 introduce una novità tutt’altro che marginale. Ora, anche i veicoli fuori uso sottoposti a fermo amministrativo potranno essere cancellati dal Pubblico Registro Automobilistico e, finalmente, rottamati. Finora, infatti, bastava avere un debito pendente per ritrovarsi intrappolati in un vicolo cieco: l’auto non camminava più, magari incidentata o inutilizzabile, ma non poteva essere demolita perché gravata da un fermo. Risultato? Il proprietario era costretto a tenerla “in vita” solo sulla carta, continuando a pagare bollo e assicurazione per un mezzo che, nella pratica, non avrebbe usato. L’idea alla base del nuovo provvedimento è semplice: se un veicolo è tecnicamente fuori uso, deve poter uscire dal sistema. La sua cancellazione dal PRA e la contestuale rottamazione diventano quindi possibili anche in presenza di un fermo amministrativo.
Auto rottamate anche se sotto fermo amministrativo: ecco come
È importante sottolineare che, la procedura è possibile a patto che venga effettuata presso centri di raccolta autorizzati e che il mezzo rientri nella definizione ufficiale di veicolo destinato alla demolizione. Si tratta di un intervento che punta a ripulire archivi e statistiche da milioni di veicoli fantasma che pesano sulla gestione amministrativa e ambientale. La norma guarda anche a situazioni spesso dimenticate, come i veicoli rinvenuti dagli organi pubblici o quelli abbandonati e mai reclamati dai proprietari. Anche in tali casi, la cancellazione dal PRA diventa possibile, evitando che carcasse inutilizzabili restino sospese in un limbo burocratico per anni.
È bene però chiarire un punto fondamentale, per evitare fraintendimenti: la rottamazione del veicolo non equivale a un colpo di spugna sui debiti. Il fermo amministrativo perde la sua funzione di blocco alla radiazione, ma il debito resta lì. Se il cittadino acquisterà un nuovo veicolo, i creditori potranno rivalersi su quello. Inoltre, proprio per evitare scorciatoie, la legge esclude qualsiasi incentivo o agevolazione pubblica per l’acquisto di un’auto nuova in tali casi. Dunque, non è una sanatoria né un regalo, ma una soluzione di buon senso.
