Negli ultimi giorni a parecchie persone è capitato lo stesso piccolo brivido: il telefono squilla, sul display compare un numero che inizia con +45 e per un attimo ti chiedi se hai improvvisamente qualche affare in sospeso con la Danimarca. Spoiler: nella stragrande maggioranza dei casi no. E infatti quella domanda, apparentemente banale, è la più importante da farsi prima ancora di rispondere. Perché mai qualcuno dovrebbe chiamarti da Copenhagen o dintorni, così, all’improvviso?
Dal +45 al +44: come i call center illegali cambiano tattica
Il punto è che non si tratta di un caso isolato. Le segnalazioni di chiamate e SMS provenienti da numeri danesi stanno aumentando anche in Italia e rientrano in un fenomeno più ampio che va avanti da tempo, ma che negli ultimi mesi ha cambiato pelle. Le truffe telefoniche non sono certo una novità, ma oggi si presentano in modo diverso rispetto al passato. Non più solo numeri italiani “strani” o call center riconoscibili dopo mezzo secondo, bensì contatti che arrivano dall’estero, con prefissi reali e apparentemente innocui.
Dietro questo cambio di strategia c’è anche una buona notizia. Dal 19 novembre è entrata in funzione la seconda fase del filtro anti-spoofing dell’Agcom, che rende molto più difficile falsificare i numeri mobili italiani. In pratica, molti call center illegali non riescono più a far sembrare “nostre” chiamate che in realtà partono dall’estero. E allora si sono adattati. Invece di mascherare i numeri, ora usano direttamente prefissi stranieri autentici. Ed ecco spiegato perché, oltre al +45, iniziano a comparire sempre più spesso numeri inglesi, spagnoli, svedesi e di mezzo mondo.
Il problema è che queste chiamate non arrivano quasi mai per caso e raramente hanno buone intenzioni. Le storie sono spesso ben costruite, credibili, studiate per mettere pressione o per stimolare curiosità. C’è chi promette guadagni facili con un piccolo anticipo, chi fa squillare una sola volta sperando che tu richiami, chi si finge un’azienda alla ricerca di personale o un ente che ha bisogno “urgente” di verificare dei dati. In altri casi il tono diventa più subdolo, quasi confidenziale, oppure apertamente intimidatorio. Tutto fa leva sulle emozioni: fretta, paura, speranza, fiducia.
Numeri stranieri e spoofing: le nuove strategie dei truffatori telefonici
E proprio perché i truffatori sono sempre più bravi a raccontare storie convincenti, la difesa migliore resta la diffidenza. Se non hai alcun motivo concreto per ricevere una chiamata dalla Danimarca, rispondere non è una buona idea. E se rispondi, farlo con estrema cautela è il minimo indispensabile. Nessun interlocutore legittimo dovrebbe chiederti dati sensibili, pagamenti immediati o informazioni personali delicate al telefono, tanto meno partendo da un numero estero.
Non sorprende, quindi, che sempre più persone stiano cercando soluzioni drastiche, come il blocco automatico dei numeri stranieri. Il fatto che un’app italiana con questa funzione sia finita di recente tra le più scaricate dice molto sul livello di esasperazione generale. In fondo non è paranoia, ma semplice autodifesa digitale. In un periodo in cui le chiamate truffa aumentano ovunque, ignorare un +45 che compare sullo schermo, salvo rarissime eccezioni, non è maleducazione: è buon senso.
