Durante il World Economic Forum, il CEO di Anthropic, Dario Amodei ha espresso il proprio disagio per una decisione che, a suo giudizio, rischia di avere conseguenze ben più profonde di quelle che appaiono a prima vista. Si tratta del via libera dell’amministrazione statunitense alla vendita in Cina di chip avanzati per l’intelligenza artificiale, compresi gli H200 di Nvidia e alcune soluzioni AMD. Per capire perché le sue parole hanno fatto rumore, bisogna fare un passo indietro. Dopo mesi di stop, revisioni e mezze aperture sulle restrizioni all’export, Washington ha deciso di consentire l’esportazione di processori che non rappresentano il vertice assoluto della tecnologia disponibile. Ma che restano comunque estremamente potenti. Ed è proprio qui che Amodei vede il problema.
Ecco perché Amodei non condivide la strategia su NVIDIA
Secondo lui, permettere la diffusione di tale tecnologia significa accorciare le distanze in una competizione che non è soltanto economica o industriale, ma anche geopolitica e strategica. Davanti a una platea composta da leader politici, dirigenti e investitori, il CEO di Anthropic ha scelto parole forti. Ha dipinto l’AI del futuro come una concentrazione di intelligenza senza precedenti. Un’immagine potente, che rende bene l’idea di quanto, nella sua visione, l’hardware non sia un semplice bene commerciale, ma una questione di sicurezza nazionale.
C’è poi un altro dettaglio che rende l’intervento ancora più interessante. Amodei non ha mai fatto il nome di Nvidia, eppure il bersaglio era evidente. Oggi i chip dell’azienda di Jensen Huang sono il centro dell’ecosistema globale dell’AI e, allo stesso tempo, uno dei pilastri su cui si reggono molte startup del settore, compresa la stessa Anthropic. Nvidia è, infatti, uno dei principali partner e investitori dell’azienda, con un impegno finanziario che si misura in miliardi di dollari. Fino a poco tempo fa, tra le due realtà si parlava di una collaborazione profonda e strategica. A Davos, però, quella sintonia è sembrata improvvisamente incrinarsi.
