Il rapporto tra italiani e mondo digitale sta cambiando, almeno stando ai dati ufficiali. L’ultimo Osservatorio sulle Comunicazioni n.4/2025 pubblicato da AGCOM restituisce una fotografia chiara: nel corso del 2025 l’uso dei social network si è ridotto, sia in termini di utenti sia di tempo trascorso sulle piattaforme.
Meno tempo online e segnali di rallentamento
Nei primi nove mesi del 2025, fino al 30 settembre, in Italia sono stati registrati circa 44 milioni di utenti unici online. Il tempo medio passato in Rete si attesta a 69 ore e 57 minuti, comprendendo informazione, acquisti e fruizione dei social. Un dato che, letto nel suo complesso, mostra un rallentamento rispetto all’anno precedente.
Il calo non riguarda soltanto le piattaforme social, ma anche i grandi operatori internazionali. I servizi riconducibili a gruppi come Alphabet, Meta, Amazon e Microsoft restano in cima alle classifiche di utilizzo, ma segnano una flessione su base annua. Anche i siti di informazione generalista registrano un -3,4%, pari a circa 1,3 milioni di visite in meno.
Social network in calo, con alcune eccezioni
Il dato più rilevante riguarda proprio i social network. Nel settembre 2025 gli utenti unici sono stati 38 milioni e 814 mila, con una diminuzione di 633 mila persone rispetto allo stesso periodo del 2024. Anche il tempo medio di utilizzo è sceso a 22 ore e 42 minuti, circa mezz’ora in meno su base annua.
Le prime posizioni restano saldamente nelle mani del gruppo Meta: Facebook conta 35 milioni e 559 mila utenti, mentre Instagram arriva a 32 milioni e 563 mila. Entrambe le piattaforme registrano un calo superiore al 3%. Il segno meno riguarda anche LinkedIn, Pinterest, X e VK, con riduzioni particolarmente marcate per queste ultime.
Non mancano però le controtendenze. TikTok cresce dell’1,2%, Snapchat avanza leggermente, mentre Reddit registra un aumento molto netto degli utenti. Anche l’e-commerce mostra dinamiche contrastanti. Amazon ed eBay perdono utenti, mentre Temu rappresenta un’eccezione evidente, con una crescita superiore al 50%. Un segnale che rafforza l’idea di un pubblico sempre più selettivo nelle proprie abitudini digitali.
