L’attesa per i nuovi MacBook Pro di fascia alta potrebbe essere agli sgoccioli. Secondo le ultime indiscrezioni, i modelli equipaggiati con M5 Pro e M5 Max sarebbero ormai imminenti e le prime stime sulle prestazioni stanno alimentando aspettative molto elevate. Il salto generazionale rispetto agli attuali M4, almeno sulla carta, potrebbe essere uno dei più marcati degli ultimi anni.
Le ipotesi più interessanti arrivano da un’analisi pubblicata da Macworld e firmata da Jason Cross. Il ragionamento prende come riferimento le differenze di punteggio registrate nei benchmark tra M4 base e le sue varianti Pro e Max, applicando poi la stessa percentuale di incremento al nuovo M5. Un esercizio teorico, ma basato su dati reali delle generazioni precedenti.
Numeri che fanno discutere
Seguendo questa proiezione, M5 Max potrebbe arrivare a circa 4.500 punti in single-core e superare i 31.000 punti in multi-core su Geekbench. Valori che lo collocherebbero in un territorio solitamente occupato da processori desktop di fascia professionale, come alcune soluzioni AMD della famiglia Threadripper a molti core.
Il discorso si fa ancora più interessante guardando alla GPU. Un M5 Max con GPU da 40 core potrebbe superare i 250.000 punti nel test Compute di Geekbench 6, un risultato che nemmeno M3 Ultra aveva raggiunto, pur contando su un numero di core grafici doppio. Un dato che lascia intuire cosa potrebbe accadere con un eventuale M5 Ultra.
Gaming e configurazioni più flessibili
Anche nei test più vicini a scenari reali, come il gaming, M5 Max potrebbe avvicinarsi alle prestazioni di una GeForce RTX 4070 Laptop. Un risultato notevole, pur senza risolvere i limiti storici dei Mac in questo ambito, dal catalogo ai costi.
È fondamentale ricordare che si tratta di stime. Non esiste alcuna certezza che il salto tra M5 e M5 Pro/Max replichi quello della generazione precedente. Un’ulteriore variabile riguarda il processo SoIC-mH di TSMC, che potrebbe permettere ad Apple di separare CPU e GPU, aprendo la strada a configurazioni più mirate. Se confermata, questa flessibilità renderebbe i nuovi MacBook Pro ancora più interessanti per usi professionali specifici.
