Una funzione poco appariscente ma concreta sta per scomparire da Microsoft Edge. Microsoft ha deciso di eliminare le Raccolte, lo strumento pensato per organizzare link, articoli, immagini e note all’interno del browser. La notizia è emersa attraverso un avviso comparso negli ultimi giorni, che conferma l’impossibilità di aggiungere nuovi elementi e invita a salvare i dati prima del ritiro definitivo.
Le Raccolte non hanno mai occupato il centro della scena, ma per molti utenti rappresentavano un modo pratico per tenere ordine nel flusso quotidiano di contenuti. Proprio per questo la scelta di mandarle in pensione sta generando perplessità, soprattutto per le modalità previste per il recupero delle informazioni accumulate nel tempo.
Esportazione o Preferiti, ma nessuna soluzione ideale
Microsoft propone due strade: trasferire le pagine nei Preferiti oppure esportare tutto tramite file CSV. Nessuna delle due risolve davvero il problema. Il passaggio ai Preferiti comporta la perdita di note e immagini, riducendo le Raccolte a semplici elenchi di link. L’esportazione, invece, conserva i contenuti ma li porta fuori da Edge, rendendo l’operazione poco pratica per chi desiderava continuare a lavorare all’interno del browser.
Il risultato è che chi aveva costruito nel tempo Raccolte ben organizzate si trova costretto a smontare il proprio archivio e a riorganizzarlo altrove, senza un’alternativa equivalente integrata.
Una scelta coerente con la nuova direzione di Edge
Da mesi circolavano voci su un possibile addio. L’interesse verso le Raccolte era già diminuito dopo il passaggio a una versione più web-based, giudicata meno comoda rispetto all’implementazione originale. Il taglio si inserisce in una strategia più ampia: rendere Edge più snello e sempre più centrato su Copilot. Le funzioni che non rientrano in questa visione sembrano destinate a uscire di scena.
Per chi segue Edge fin dagli inizi, la sensazione è di trovarsi davanti a uno schema già visto: funzionalità utili lasciate maturare a metà e poi rimosse senza un vero piano B. In questo caso, il fastidio è amplificato dal valore dei dati personali raccolti nel tempo.
