TIM ha avviato una nuova rimodulazione che riguarda alcune offerte di linea fissa, con un incremento del costo mensile compreso tra 2 e 2,99 euro. La variazione viene motivata dall’operatore con “esigenze economiche di sostenibilità degli investimenti legati all’aumento del traffico dati”, una formula ormai ricorrente nelle comunicazioni del settore. Dopo gli interventi recenti sulle tariffe mobili, l’attenzione si sposta quindi sulla connessione di casa.
L’avviso è arrivato mediante la fattura di gennaio 2026, che ha provveduto a chiarire sia la data che la somma che andrà ad aggiungersi al totale. La modifica è unilaterale delle condizioni contrattuali e, come previsto dalla normativa, TIM riconosce il diritto di recesso senza costi o penali per chi non intende accettare le nuove condizioni.
Recesso e portabilità senza costi entro marzo 2026
Gli utenti devono prendere una decisione entro e non oltre il 31 marzo 2026, la quale sarà utile a chiarire se procedere con la portabilità verso altri gestori o recedere direttamente dal contratto. In entrambi i casi non sono previsti oneri aggiuntivi, a patto che la procedura venga avviata entro la scadenza indicata.
Il recesso può essere esercitato contattando il servizio clienti al 187, accedendo all’Area Clienti MyTIM, inviando una comunicazione scritta al servizio clienti di Fiumicino oppure tramite PEC. È possibile anche rivolgersi direttamente a un negozio TIM. In ogni caso, la richiesta deve riportare in modo esplicito la dicitura “Modifica delle condizioni contrattuali” e includere una copia del documento di identità dell’intestatario della linea. La stessa comunicazione è necessaria sia in caso di disattivazione sia per la migrazione verso un altro operatore.
Dispositivi e pagamenti in corso
Per quanto riguarda modem e dispositivi associati all’offerta, TIM specifica che eventuali pagamenti rateali possono proseguire fino alla scadenza naturale oppure essere saldati in un’unica soluzione. Chi non intende continuare a pagare le rate residue può restituire il modem acquistato a rate entro 30 giorni dall’esercizio del diritto di recesso, seguendo le indicazioni fornite dal 187. I dispositivi in noleggio o in comodato d’uso, invece, devono essere restituiti all’operatore.
