Un sottomarino autonomo capace di navigare per quasi quattro mesi senza mai riemergere e senza bisogno di navi appoggio: si chiama Greyshark ed è il progetto più ambizioso di Euroatlas, azienda tedesca con sede a Brema che ha deciso di puntare tutto su una tecnologia di propulsione ancora poco esplorata nel mondo dei droni subacquei. Il cuore di questa macchina, infatti, batte grazie a celle a combustibile a idrogeno, una scelta che cambia radicalmente le regole del gioco in termini di autonomia e raggio operativo.
I numeri parlano da soli. Secondo i dati diffusi da Euroatlas, Greyshark è in grado di restare in immersione per 115 giorni consecutivi, un dato che fa impallidire qualsiasi altra soluzione oggi disponibile sul mercato dei veicoli subacquei senza equipaggio. Ma la vera sorpresa arriva quando si guarda alle distanze che questo sottomarino autonomo può coprire. Viaggiando a una velocità di circa 18,5 chilometri orari, il drone raggiunge un’autonomia di circa 2.037 chilometri. Se invece si opta per un’andatura più contenuta, intorno ai 7,4 chilometri orari, il raggio d’azione esplode letteralmente: oltre 19.800 chilometri percorribili senza soste. Per dare un’idea, è una distanza paragonabile a mezza circumnavigazione del globo.
Propulsione a idrogeno e intelligenza artificiale a bordo
La chiave di tutto sta nel sistema di propulsione a idrogeno. Le celle a combustibile permettono a Greyshark di generare energia in modo silenzioso e continuativo, senza le limitazioni tipiche delle batterie tradizionali che affliggono la maggior parte dei droni subacquei. È proprio questo che consente al sottomarino di Euroatlas di raggiungere quei numeri così impressionanti in termini di permanenza e distanza.
E non finisce qui, perché il lato tecnologico non si esaurisce con la propulsione. Greyshark monta a bordo 17 sensori ad alta risoluzione, un arsenale percettivo che lavora in modo coordinato grazie a un sistema di intelligenza artificiale integrato. Questa AI di bordo è progettata per gestire la navigazione autonoma, elaborare i dati raccolti dai sensori e prendere decisioni operative senza intervento umano. Una combinazione che rende il sottomarino autonomo non solo resistente in termini di durata, ma anche estremamente capace dal punto di vista della raccolta dati e della consapevolezza ambientale durante le missioni.
Cosa rende Greyshark diverso dalle altre soluzioni
Il mercato dei veicoli subacquei senza pilota non è certo vuoto, ma quello che distingue Greyshark dalla concorrenza è proprio la somma di tutte queste caratteristiche. Autonomia record, propulsione pulita a idrogeno, sensoristica avanzata e intelligenza artificiale: nessun altro sistema attualmente noto riesce a mettere insieme tutti questi elementi in un unico pacchetto. Euroatlas sembra aver trovato un equilibrio tecnico che fino a poco tempo fa sembrava più teoria che pratica.
