Meta sta ridisegnando in modo significativo le sue priorità e l’ultima mossa in ordine di tempo riguarda il mondo del metaverso aziendale. Dopo aver ridimensionato alcune delle sue ambizioni nel settore gaming, l’azienda di Mark Zuckerberg ha preso la decisione di chiudere anche la divisione dedicata al metaverso per le imprese. Segna così un ulteriore passo indietro rispetto a quella visione VR/AR che era stata al centro della sua strategia globale solo pochi anni fa.
Il metaverso per aziende era stato presentato come uno spazio virtuale dove organizzare riunioni immersive, training, collaborazioni e persino eventi internazionali, sfruttando visori come Oculus (poi Meta Quest) per portare le persone “dentro” ambienti 3D condivisi indipendentemente dalla distanza fisica. L’idea iniziale era che le imprese potessero adottare questi strumenti per aumentare produttività e comunicazione interna.
Nel tempo però le aspettative non si sono concretizzate nei numeri sperati. L’adozione delle piattaforme immersive da parte delle aziende è rimasta limitata, molti clienti hanno preferito strumenti più tradizionali e meno costosi per remote working, videoconferenze e collaborazione digitale. A questo si è sommata la necessità per Meta di controllare i costi e concentrarsi su aree con ritorni più immediati, come l’advertising e i prodotti hardware mainstream.
Meta si arrende con il metaverso, chiusa anche la divisione dedicata alle aziende
La chiusura della divisione lascia intuire che il progetto – quantomeno nella forma in cui era concepito – non abbia incontrato l’interesse sufficiente delle imprese per giustificare ulteriori investimenti. Per i team che lavoravano a queste soluzioni è prevista una riorganizzazione interna, con molte risorse che verranno riallocate verso altre iniziative dell’azienda, tra cui gli sviluppi nel campo dell’intelligenza artificiale.
Questa mossa arriva in un momento in cui Meta sembra voler ricalibrare la propria offerta puntando su tecnologie più “pratiche” e utilizzate quotidianamente dagli utenti, piuttosto che sull’idea di mondi virtuali persistenti. Dopo aver ridotto il personale dedicato ai contenuti e alle esperienze immersivi per consumatori, la decisione di tagliare anche il ramo enterprise ribadisce che l’epoca dei “metaversi” generalizzati potrebbe essere stata sopravvalutata, almeno per ora.
Per le aziende che avevano iniziato a esplorare ambienti virtuali con Meta la notizia è un segnale che le piattaforme immersive, pur rimanendo tecnologicamente affascinanti, non sono ancora pronte per un’adozione di massa nel contesto professionale. Come sempre in tecnologia, visione e realtà operativa sembrano seguire ritmi diversi.
E mentre Meta riorienta il tiro verso l’AI e le sue applicazioni più immediate, il concetto di metaverso – almeno nel senso in cui lo aveva immaginato Zuckerberg – perde un altro pezzo importante della sua architettura strategica. Se questa sia una sconfitta temporanea o un’evoluzione verso nuove forme di interazione digitale resta, come sempre, da vedere.
