Secondo indiscrezioni di stampa internazionale, Ford starebbe esaminando una possibile intesa con BYD per la fornitura di batterie destinate a veicoli ibridi assemblati al di fuori del mercato statunitense. Le trattative, descritte come interlocutorie, si inserirebbero in un contesto segnato da normative stringenti sull’importazione di accumulatori di origine cinese negli Stati Uniti. L’attenzione si concentrerebbe quindi su impianti europei e asiatici, con la Thailandia indicata tra le aree produttive coinvolte. Da parte dell’azienda americana sarebbe arrivata una dichiarazione prudente, con riferimento a contatti continui con diversi operatori del settore energetico e automobilistico, senza conferme ufficiali sull’esito dei colloqui.
La possibile apertura verso BYD verrebbe letta come conseguenza della recente riorganizzazione industriale di Ford, sempre più focalizzata su modelli endotermici ed ibridi. In questa fase, la ricerca di batterie affidabili e competitive avrebbe assunto un ruolo strategico, soprattutto per soluzioni plug-in e per veicoli con range extender. Il rapporto citato non avrebbe chiarito la tecnologia precisa degli accumulatori al centro delle discussioni, anche se l’esperienza di BYD nel settore LFP e nelle chimiche dedicate all’ibrido risulterebbe coerente con le esigenze produttive attuali. La collaborazione tra i due gruppi non sarebbe una novità assoluta, considerando l’utilizzo di batterie BYD nei modelli realizzati in Cina attraverso la joint venture con Changan, attiva già da diversi anni.
Pressioni politiche e incastri globali
L’ipotesi di un accordo avrebbe attirato l’attenzione della politica americana, in un momento di rapporti complessi tra Stati Uniti e Cina. Dall’amministrazione Trump sarebbe arrivato un commento critico. Lo avrebbe interpretato come segnale di preoccupazione per il rafforzamento della supply chain cinese all’interno di un gruppo automobilistico storico statunitense. Le parole attribuite al consigliere commerciale Peter Navarro avrebbero sottolineato i rischi legati alla dipendenza industriale da fornitori considerati concorrenti strategici. Ford intanto continuerebbe a portare avanti altri progetti nel settore batterie. Continuerebbe pare con la partnership con CATL per uno stabilimento nel Michigan, dedicato alla produzione di accumulatori litio-ferro-fosfato. Il quadro complessivo delineerebbe una fase di transizione complessa, nella quale scelte industriali, vincoli normativi e dinamiche geopolitiche si intreccerebbero in modo sempre più evidente.
