L’adozione dell’AI procede a livello globale con un passo sostenuto, pur mostrando differenze sempre più marcate tra aree geografiche. Secondo l’ultimo AI Diffusion Report di Microsoft, nella seconda metà del 2025 l’utilizzo di strumenti di Gen AI ha registrato un incremento dell’1,2% su scala mondiale, portando circa una persona su sei a farne uso. Il dato segnala una diffusione ormai trasversale, che coinvolge lavoro, servizi e attività quotidiane. Allo stesso tempo emerge una crescita irregolare, legata alla disponibilità di infrastrutture digitali, alla qualità delle competenze e alla presenza di politiche pubbliche precise. Nei mercati più maturi l’AI appare già integrata nei processi produttivi e nei servizi, mentre in altre aree il percorso risulta più graduale, con un accesso meno uniforme e un impatto ancora limitato sul tessuto economico e sociale.
AI in Italia tra segnali positivi e ritardo strutturale
Nel quadro internazionale, AI in Italia mostra un ritmo di crescita superiore alla media globale. Il tasso di adozione è salito dal 25,8% al 27,8% della popolazione, con un incremento netto del 2%. L’aumento indica un interesse crescente verso strumenti basati sull’AI, diffusi soprattutto in ambito professionale e nei servizi digitali. Il confronto con i Paesi più avanzati evidenzia però una distanza ancora rilevante. In contesti come Emirati Arabi Uniti e Singapore, dove l’adozione supera rispettivamente il 64% e il 60,9%, l’AI risulta sostenuta da investimenti precoci in infrastrutture, competenze e strategie pubbliche coordinate. L’Italia si colloca in una fascia intermedia, caratterizzata da una buona dinamica recente ma da un’integrazione meno profonda nei processi organizzativi e nella vita quotidiana.
Il report mette in luce anche una frattura crescente tra Nord e Sud del mondo. Nel Nord, il 24,7% della popolazione in età lavorativa utilizza strumenti basati sull’AI, mentre nel Sud la quota scende al 14,1%, con un divario che raggiunge 10,6 punti percentuali. Si inserisce l’ascesa di DeepSeek, organizzazione cinese che con il modello open source R1 e un chatbot gratuito favorisce la diffusione dell’AI nei mercati emergenti. La Corea del Sud offre un altro esempio significativo, grazie a politiche mirate e modelli ottimizzati per la lingua locale che hanno spinto l’adozione dal 25,9% al 30,7%, consentendo una rapida risalita nella classifica mondiale. Il quadro complessivo restituisce l’immagine di una tecnologia in espansione, capace di ampliare opportunità ma anche di accentuare disuguaglianze già presenti.
