Doom continua a riaffiorare nei contesti più improbabili e non è un modo di dire. Il gioco si conferma come banco di prova ideale per sperimentazioni hardware fuori dagli schemi. Dopo esecuzioni su dispositivi impensabili, l’attenzione si è spostata su un elettrodomestico di largo consumo: il Krups Cook4Me. Il progetto nasce dall’iniziativa di Aaron Christophel, già noto nella scena del modding embedded, che ha documentato l’intero processo in un video pubblicato su YouTube. L’esperimento tocca solo il sistema di controllo dell’interfaccia utente. Ciò vuol dire che evita qualsiasi interferenza con i circuiti responsabili del riscaldamento e della sicurezza. Questa separazione importante ha consentito di operare senza alterare il funzionamento del dispositivo, mantenendo intatti i meccanismi di protezione.
Dentro l’hardware del Cook4Me
L’analisi iniziale si è concentrata sulla connettività Wi-Fi integrata. L’indirizzo MAC mostrava un prefisso riconducibile a Espressif, indizio che ha portato all’individuazione di un ESP32. Da qui è iniziato lo smontaggio completo dell’unità. Nella base inferiore è presente una scheda essenziale, costruita attorno a un microcontroller STM, incaricata della gestione dei relè di potenza, del controllo termico e delle procedure di spegnimento automatico in caso di anomalie. Il modulo frontale del touchscreen ospita invece componenti di livello superiore.
Oltre al modulo ESP32 per la comunicazione, il processore principale è risultato essere un Renesas R7S721031VZ, chip Arm dotato di numerosi GPIO e considerato particolarmente performante per un’interfaccia domestica. La scheda include 128 MB di memoria flash, 128 MB di RAM, un controller touch capacitivo, il driver del display, un cicalino e uno slot SD, configurazione che ricorda più un sistema embedded industriale che un semplice pannello di controllo.
Per ottenere accesso completo, la crittografia della flash dell’ESP32 è stata aggirata scegliendo un approccio diretto verso il processore Renesas tramite interfaccia SWD. Collegando un flasher ai pin corretti è stato possibile eseguire il dump della memoria. L’analisi dei log del bootloader ha chiarito le sequenze di inizializzazione del pannello LCD, consentendo la creazione di un firmware personalizzato. Una volta stabilito un ambiente software stabile, il porting di Doom è stato completato adattando i comandi alle aree sensibili del touchscreen. L’esperimento mette in luce come l’elettronica dedicata all’interazione utente negli elettrodomestici moderni disponga di risorse ben superiori alle necessità quotidiane. La dimostrazione pratica visibile nel video conferma che, anche su un multicooker da cucina, Doom trova spazio per girare con sorprendente fluidità.
