Per anni il dibattito sui deepfake a sfondo sessuale è rimasto sospeso tra allarmi etici, indignazione pubblica e una normativa che sembrava sempre arrivare un passo dopo il problema. Nel Regno Unito, però, tale equilibrio precario si è rotto. Da questa settimana è, infatti, entrata in vigore una stretta legislativa che segna un cambio netto nel modo in cui il Paese affronta l’uso dell’intelligenza artificiale per la creazione di immagini intime non consensuali. La novità non riguarda solo la circolazione di tali contenuti, già illegale da tempo, ma la loro origine. Creare un deepfake sessuale o anche soltanto richiederne la realizzazione diventa ora un reato penale.
Una scelta che chiude una zona grigia giuridica molto discussa e che il governo britannico ha deciso di affrontare anche alla luce delle crescenti preoccupazioni sulla diffusione di immagini generate tramite Grok, il chatbot sviluppato da xAI, e circolate in particolare sulla piattaforma X.La misura è contenuta nel Data (Use and Access) Act, approvato nel giugno 2025, ma rimasto finora inattuato. Il caso Grok ha rapidamente superato il perimetro tecnologico per diventare una questione politica. Intervenendo davanti ai parlamentari laburisti, il primo ministro Keir Starmer ha messo X di fronte a un aut aut piuttosto esplicito: se la piattaforma non sarà in grado di controllare efficacemente il proprio chatbot, lo farà lo Stato.
Nuova indagine coinvolge Grok e X per la creazione di deepfake
Non a caso, il governo britannico intende presentare anche una nuova proposta legislativa per rendere illegale la fornitura di strumenti online progettati appositamente per creare immagini intime non consensuali. L’idea è colpire il problema alla radice, intervenendo non solo su chi usa tali strumenti, ma anche su chi li mette a disposizione. Allo stesso tempo, viene rafforzato l’Online Safety Act: il nuovo reato sarà classificato come “prioritario”, aumentando gli obblighi per le piattaforme. Le quali dovranno prevenire attivamente la comparsa di tali contenuti e non limitarsi a rimuoverli dopo una segnalazione.
Nel suo intervento alla Camera dei Comuni, la segretaria di Stato Liz Kendall ha usato parole durissime, definendo le immagini AI di donne e minori create senza consenso come vere “armi di abuso”. Un linguaggio che riflette il cambio di approccio del governo, deciso a spostare il dibattito dalla libertà di espressione alla tutela concreta delle vittime. In tale scenario, si inserisce l’indagine avviata da Ofcom nei confronti di X, dopo quelli che l’autorità ha definito “rapporti profondamente preoccupanti” sulla diffusione di immagini alterate tramite Grok. Il regolatore sta valutando se la piattaforma abbia agito con sufficiente rapidità nel rimuovere i contenuti illegali. E se abbia adottato misure adeguate per impedirne la visualizzazione nel Regno Unito.
Le conseguenze, in caso di violazioni, potrebbero essere pesanti. Con sanzioni fino a 18 milioni di sterline o al 10% del fatturato mondiale. Con la possibilità estrema di un blocco dell’accesso alla piattaforma. X, contattata dalla BBC, non ha rilasciato nuovi commenti. Invece, Elon Musk ha parlato di tentativi di censura da parte del governo britannico. Un’accusa respinta con decisione da Kendall, che ha ribadito come l’intervento normativo riguardi la lotta alla violenza, non il controllo delle opinioni.
