Per Apple è arrivato il momento di fare una scelta che fino a poco tempo fa sarebbe sembrata quasi impensabile: affidarsi a Google per uno dei tasselli più delicati della propria strategia sull’intelligenza artificiale. Dopo mesi di indiscrezioni, ora è ufficiale che la prossima generazione di Siri, prevista nel corso del 2026, sarà costruita attorno a Gemini, il modello linguistico sviluppato da Google. La conferma è arrivata attraverso una dichiarazione rilasciata a CNBC, nella quale Apple ha spiegato di aver individuato nella tecnologia di Mountain View la base più solida su cui far evolvere i propri Apple Foundation Models. Un passaggio che, nelle intenzioni dell’azienda, dovrebbe tradursi in esperienze più avanzate e coerenti per gli utenti, soprattutto sugli assistenti vocali.
Apple: ecco cosa cambia per Siri con l’arrivo di Gemini
I ritardi accumulati dall’assistente di Cupertino hanno avuto conseguenze anche sul piano manageriale, con John Giannandrea, responsabile dell’AI ed ex dirigente Google, che ha lasciato il suo ruolo operativo. In tal senso, l’adozione di Gemini può essere letta come un tentativo di rimettere rapidamente in carreggiata una roadmap che rischiava di perdere credibilità. Soprattutto se confrontata con l’evoluzione degli assistenti rivali. Va però chiarito che Apple non sembra intenzionata a legarsi a un solo partner. Tim Cook ha più volte ribadito l’idea di un approccio modulare, aperto a collaborazioni con diversi fornitori di intelligenza artificiale.
Non a caso, tra i nomi valutati figurano anche OpenAI, Anthropic e Perplexity. Dettaglio che evidenzia una fase di sperimentazione che non è ancora giunta al termine. Ora che la scelta su Gemini è ufficiale, resta da capire come tale tecnologia verrà integrata concretamente nei dispositivi Apple. Ed anche quali funzioni saranno effettivamente disponibili al lancio. L’azienda di Cupertino, per il momento, mantiene il massimo riserbo su dettagli tecnici e tempistiche precise. Dunque, non resta che attendere e scoprire se tali manovre avranno l’effetto sperato.
