La tensione tra Paramount e Warner Bros. Discovery è giunta definitivamente nelle aule di tribunale. Il gruppo guidato da David Ellison ha infatti presentato un ricorso formale presso la Delaware Court of Chancery, contestando la decisione del consiglio di amministrazione di Warner Bros. di sostenere l’operazione da 82,7 miliardi di dollari che porterebbe Netflix ad acquisire asset strategici del gruppo. Al centro dell’azione legale c’è una richiesta precisa. L’azienda vuole che siano rese pubbliche le valutazioni economiche e le analisi finanziarie che hanno convinto il board a dare il via libera all’intesa con il colosso dello streaming. Secondo Paramount, senza quei dati gli investitori non sono messi nelle condizioni di scegliere consapevolmente tra l’offerta Netflix e la proposta alternativa ancora sul tavolo, valida almeno fino al 21 gennaio. La strategia di Ellison non si ferma però qui. Egli ha anche annunciato l’intenzione di candidare propri rappresentanti nel consiglio di Warner Bros. L’obiettivo? Modificare lo statuto e rendere obbligatorio il voto degli azionisti in caso di separazione del business via cavo. Una mossa che, di fatto, punta a rallentare o rimettere in discussione un’operazione già firmata.
Paramount contro Netflix: offerte a confronto e timori per l’equilibrio del mercato
Dal punto di vista industriale e finanziario, Paramount continua a sostenere che la propria proposta sia più solida e lineare. L’offerta prevede un’acquisizione interamente in contanti da 30 dollari per azione, per un valore complessivo di 108,7 miliardi di dollari, contro i 27,75 dollari di Netflix attraverso una combinazione di cash e titoli. In più, la proposta-Netflix riguarda esclusivamente studio e streaming, lasciando fuori il comparto televisivo tradizionale. Secondo Warner Bros., però, la soluzione Paramount comporterebbe maggiori rischi finanziari e costi indiretti elevati. Ad esempio una penale da 2,8 miliardi di dollari per l’eventuale uscita dall’accordo già siglato con Netflix. È anche per questo che il consiglio di amministrazione ha respinto, o invitato a respingere, l’offerta Paramount per ben otto volte.
Sullo sfondo si muove un dibattito più ampio che coinvolge politica e regolatori. Diversi osservatori temono che una fusione tra Netflix e Warner Bros. possa creare un soggetto troppo dominante nel mercato globale dei contenuti, riducendo la concorrenza e il pluralismo. Negli Stati Uniti il tema ha iniziato a insinuarsi anche nel dibattito politico, con richiami a un possibile intervento del Dipartimento di Giustizia. In questo contesto, la mossa legale di Paramount appare come l’ultimo tentativo di riaprire una partita che non riguarda solo il destino di una singola acquisizione, ma il futuro assetto dell’industria dell’intrattenimento.
