Samsung Galaxy AI continua a crescere con l’azienda che ha annunciato la volontà di arrivare a 800 milioni di dispositivi Galaxy con funzioni di intelligenza artificiale integrate entro il 2026, raddoppiando i numeri raggiunti nel 2025. A confermarlo è stato TM Roh, co-CEO di Samsung, durante un’intervista rilasciata nella sede di Suwon.
L’AI come pilastro dell’ecosistema Galaxy
Nel corso del 2025 Samsung aveva già distribuito circa 400 milioni di smartphone e tablet dotati di Galaxy AI. Le funzioni si basano in gran parte sui modelli Google Gemini, affiancati dall’assistente proprietario Bixby. Il piano per il 2026 non si limita ad aumentare i volumi, ma punta a una maggiore integrazione tra dispositivi diversi.
La volontà è quella di dare continuità all’esperienza tra i vari dispositivi per quanto concerne l’utilizzo dell’AI.
Un vantaggio anche per Google
Questa strategia avrà effetti indiretti anche su Google. Samsung è infatti il principale sostenitore di Android a livello globale e può accelerare la diffusione dei modelli Gemini presso il grande pubblico. In un contesto di competizionesempre più serrata nell’AI generativa, la collaborazione tra i due gruppi assume un peso strategico rilevante.
La sfida con Apple e i produttori cinesi
Sul fronte del mercato, Samsung punta anche a recuperare terreno rispetto a Apple, che nel 2025 è stata indicata come primo produttore mondiale di smartphone secondo Counterpoint. L’AI viene vista come una leva decisiva per mantenere un vantaggio funzionale, mentre la pressione dei produttori cinesi resta elevata, non solo sugli smartphone ma anche su TV ed elettrodomestici.
Roh ha anche riconosciuto l’impatto della grave carenza globale di memorie, che favorisce la divisione semiconduttori ma mette sotto pressione i margini del business mobile. Un aumento dei prezzi non è escluso, anche se Samsung sta lavorando per ridurne gli effetti.
Pieghevoli e prospettive future
Il tema dei dispositivi pieghevoli resta aperto. Samsung, che ha contribuito a creare questo mercato nel 2019, detiene ancora circa due terzi delle quote globali, ma la crescita è più lenta del previsto. Le difficoltà tecniche e la mancanza di app davvero ottimizzate hanno rallentato l’adozione, mentre la concorrenza di Huawei e il futuro ingresso di Apple rendono lo scenario più complesso.
