A quanto pare il 2026 sarà un anno di svolta per quanto riguarda la connettività 5G in Italia, come ben sapete lo standard di ultima generazione sebbene sia molto diffuso, non copre ancora tutte le aree della nostra penisola dal momento che alcuni punti restano scoperti addirittura anche dalla classica rete 4G.
All’interno di questo contesto, tre colossi: Fastweb con Vodafone e TIM, hanno stretto un accordo preliminare che verrà consolidato e confermato nel corso dei prossimi mesi per quanto riguarda lo sviluppo e la condivisione delle proprie reti 5G distribuite sul territorio, nello specifico gli accordi prevedono lo sviluppo di una classica infrastruttura di rete definita come Radio Access Network (RAN) sharing che consentirà una più capillare diffusione della connettività sul suolo italiano, andando a coprire le aree ritenute attualmente scoperte.
Ci guadagnano tutti
Questo accordo sarà ovviamente regolamentato e ratificato da tutti gli enti regolatori presenti in Italia tra i quali sono presenti ovviamente il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, i quali una volta dato l’ok permetteranno lo sviluppo di questa rete assolutamente particolare.
Tradotto in parole povere, grazie a questo accordo laddove non è disponibile la rete di un operatore un eventuale utente affiliato ad uno di questi tre potrà utilizzare senza nessun tipo di problema la rete offerta dall’altro, ciò permetterà una diffusione più capillare evitando la duplicazione di rete in luoghi coperti da una ma non dall’altra, elemento che ovviamente giocherà a favore del consumatore finale che godrà di una copertura decisamente migliorata, questa iniziativa tra l’altro risulta particolarmente ecofriendly poiché eviterà lo sviluppo di architetture fisiche con conseguenti emissioni laddove non è necessario.
Tutto ciò tornerà anche utile ai provider stessi poiché gli permetterà di reinvestire le risorse laddove non è presente nessun tipo di infrastruttura di rete ed è necessario costruirne di nuove completamente da zero, questo particolare tipo di infrastruttura è già molto utilizzata in Europa e finalmente esordisce anche qui in Italia, segnando un passo in avanti decisamente importante, soprattutto per le aree scoperte.
