Al CES di Las Vegas NVIDIA non si è limitata a fare ciò che tutti si aspettavano, ovvero mostrare nuove soluzioni pensate per il mondo consumer. Dietro le quinte, infatti, l’azienda ha deciso di alzare il sipario su Vera Rubin. Si tratta della prossima piattaforma di calcolo per l’intelligenza artificiale. Un’anteprima che non era scontata e che ha sorpreso soprattutto per i tempi, visto che la roadmap iniziale puntava a un annuncio verso la fine dell’anno. Durante un briefing riservato alla stampa, organizzato prima del keynote ufficiale, i vertici di NVIDIA hanno chiarito fin da subito un punto fondamentale: Vera Rubin non va letta come una semplice evoluzione dell’hardware esistente. L’idea è quella di una piattaforma completa, costruita attorno a sei componenti chiave che, lavorando in sinergia, danno vita a quello che l’azienda definisce un supercomputer per l’AI.
NVIDIA presenta la nuova piattaforma AI “Vera Rubin”
Al centro c’è la nuova CPU Vera e la GPU Rubin. Affiancate dallo switch NVLink di sesta generazione, dalla scheda di rete ConnectX-9, dal DPU BlueField-4 e dall’infrastruttura Spectrum-X, capace di arrivare a una larghezza di banda complessiva di 102,4 terabit al secondo grazie all’uso di co-packaged optics.
A tal proposito, spicca la GPU Rubin. Secondo NVIDIA, tale nuova architettura è in grado di garantire una potenza di calcolo per l’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale fino a cinque volte superiore rispetto all’attuale generazione Blackwell. Un salto che riguarda anche l’efficienza complessiva del sistema. L’azienda sostiene, infatti, che Vera Rubin permetta di addestrare grandi modelli basati su approcci “mixture of experts” nello stesso tempo richiesto da Blackwell, ma utilizzando appena un quarto delle GPU e abbattendo il costo per token a circa un settimo.
C’è poi il tema, sempre più centrale, della sicurezza. NVIDIA ha spiegato che Vera Rubin supporterà la terza generazione del confidential computing e rappresenterà la prima piattaforma di trusted computing a livello rack-scale. In termini concreti, l’obiettivo è offrire sistemi capaci di gestire carichi di lavoro sensibili, garantendo isolamento dei dati e protezione lungo l’intero ciclo di elaborazione.
Nonostante l’annuncio in anticipo, NVIDIA ha voluto frenare subito eventuali aspettative: Vera Rubin non arriverà sul mercato nell’immediato. I primi prodotti e servizi basati su tale piattaforma saranno disponibili tramite i partner a partire dalla seconda metà del 2026.
