Al CES 2026 di Las Vegas, Geely ha presentato G-ASD, una piattaforma di assistenza alla guida che segna un’evoluzione concreta rispetto alle soluzioni precedenti. Non si tratta di un semplice aggiornamento. Quanto di un sistema progettato per avvicinare l’esperienza di guida a un livello di automazione più maturo, capace di gestire situazioni complesse in modo sempre più autonomo e coerente.
Alla base di G-ASD c’è il lavoro di Afari Technology, realtà controllata da Geely che negli ultimi mesi ha attirato anche l’interesse di partner occidentali. Il cuore del nuovo sistema è il World Action Model, un modello di comportamento che consente al veicolo di interpretare l’ambiente circostante combinando i dati provenienti dai sensori di bordo con informazioni esterne. L’obiettivo non è solo “vedere” la strada, ma comprenderla, anticipando eventi, traiettorie e possibili ostacoli con una logica più simile a quella umana. Questa capacità nasce dall’architettura Full-Domain AI 2.0, che coordina calcolo, percezione e decisione in un’unica struttura fluida, riducendo tempi di reazione e incertezze.
Dal Livello 3 alla prospettiva del Livello 4 secondo Geely
Uno degli aspetti più rilevanti del nuovo corso tracciato da Geely riguarda la scalabilità del sistema. G-ASD è già predisposto per funzioni di Livello 3, con la possibilità di evolvere verso il Livello 4 grazie a una dotazione hardware modulare. Nelle configurazioni più avanzate, la piattaforma può contare su una potenza di calcolo che raggiunge livelli finora riservati a prototipi sperimentali, aprendo possibilità concrete anche per applicazioni come i robotaxi. È una strategia che punta a costruire oggi le fondamenta di ciò che arriverà domani, senza separare nettamente presente e futuro.
La prima applicazione commerciale di G-ASD è già realtà su Lynk & Co 900, aggiornato tramite un pacchetto software che introduce funzioni avanzate come il parcheggio completamente autonomo in strutture sotterranee multilivello. Un dettaglio tutt’altro che marginale, perché dimostra come la tecnologia non resti confinata ai palcoscenici delle fiere, ma venga rapidamente trasferita su modelli destinati alla circolazione quotidiana.
Con questa mossa, Geely non si limita a inseguire i grandi nomi dell’automotive globale, ma propone una propria interpretazione della guida assistita, più integrata e meno dipendente da soluzioni esterne. Il CES 2026 diventa così il punto di passaggio tra una fase di sperimentazione e una nuova maturità tecnologica, in cui l’automobile inizia davvero a prendere decisioni consapevoli.
