Andando indietro nel tempo, all’incirca di 1 miliardo di anni prima dei dinosauri, la vita sulla Terra era dominata da forme di vita assolutamente semplici come batteri e alghe rosse, un serbatoio correlato a queste unità biologiche era senza alcun dubbio un lago poco profondo situato in una regione subtropicale dell’attuale Canada, quest’ultimo iniziò lentamente a prosciugarsi, lasciando sul proprio fondo spessi strati di sale di halite, all’interno di questi cristalli il tempo si è letteralmente fermato ed ora questi ultimi possono essere analizzati dai ricercatori, scoprendo com’era la Terra in passato.
Cosa emerge
Le analisi possono essere effettuate all’interno di minuscole cavità definite inclusioni fluide, nello specifico alcune gocce di acqua salmastra insieme a piccolissime bolle di gas rimasero intrappolate all’interno di queste inclusioni e sono rimaste sigillate addirittura per 1,4 miliardi di anni protette dai numerosi strati di sedimentazione formati, si tratta dei campioni più antichi attualmente disponibili che permettono di ottenere informazioni sull’atmosfera terrestre dell’epoca.
L’impresa è stata condotta nello specifico da un team di scienziati appartenente alla Rensselaer Polytechnic Institute, negli Stati Uniti, questi ultimi infatti sono riusciti a studiare questi cristalli in arrivo direttamente dall’Ontario settentrionale e risalenti all’era Mesoproterozoica, il tutto tramite particolari strumenti di laboratorio sviluppati appositamente per questo scopo, il principale limite era proprio la presenza di liquido all’interno di queste inclusioni.
Il dettaglio infatti è correlato proprio alla presenza di liquidi dal momento che i gas come anidride carbonica o ossigeno hanno un comportamento assolutamente diverso se sono disciolti in acqua piuttosto che in aria libera, cosa che ovviamente altera in modo problematico le misurazioni, i ricercatori di conseguenza si sono ingegnati per poter separare e compensare questi elementi facendoli passare dallo stato liquido a quello gassoso (in termini di discioglimento), riuscendo di conseguenza ad ottenere dei dati corretti e affidabili su come era composta l’atmosfera di quell’epoca.
Gli analisi hanno dimostrato che l’ossigeno era presente a livello atmosferico in misura pari al 3,7% rispetto ai livelli attuali, un valore assolutamente importante e teoricamente in grado di sostenere alcune forme di vita multicellulari complesse, allo stesso tempo invece la concentrazione di CO2 risultava addirittura 10 volte superiore a quella attuale, cosa che ha permesso la presenza di un effetto serra incredibilmente potente.
Tutto ciò ha formato un binomio assolutamente vincente, nello specifico avevamo da un lato un sole giovane e decisamente meno potente rispetto a quello moderno ma dall’altro era presente una CO2 che garantiva un effetto serra molto più forte, questo binomio ha consentito alla presenza di un clima mite e privo di glaciazioni.
A garantire l’aumento importante di ossigeno che si è visto subito dopo probabilmente sono state le alghe rosse che si sono largamente sviluppate all’interno di questa epoca, queste ultime infatti garantivano una fotosintesi avanzata e potenzialmente importantissima per la formazione della vita complessa successivamente.
