C’è stato un tempo in cui scrivere un messaggio sul telefono aveva un suono preciso. Un ticchettio secco, regolare, quasi rassicurante. Chi ha avuto un BlackBerry lo sa: non era solo una questione di nostalgia, era proprio un altro modo di usare lo smartphone. Clicks Communicator nasce esattamente da lì, da quella sensazione che sembrava sepolta sotto anni di vetro, swipe e tastiere virtuali. E sì, è uno di quei dispositivi che appena lo vedi ti strappa un mezzo sorriso, perché va contro tutto quello a cui ci siamo abituati.
Un compagno digitale, non uno smartphone: Clicks Communicator
L’azienda dietro al progetto è la stessa che negli ultimi anni ha riportato in vita le tastiere fisiche come accessori per smartphone moderni. Stavolta però ha deciso di fare un passo in più e costruire un telefono vero e proprio, pensato prima di tutto per comunicare. Il Communicator arriverà nel 2026 e non fa mistero delle sue intenzioni: non vuole sostituire lo smartphone principale di tutti, ma diventare un compagno, un secondo telefono, qualcosa da usare quando messaggi, email e chiamate tornano al centro.
La forma è compatta, volutamente diversa dagli smartphone a cui siamo abituati. Il display da 4 pollici occupa la parte superiore, mentre sotto trova spazio una tastiera fisica completa. È subito chiaro che qui non si punta allo scrolling infinito o alle app iper complesse. L’idea è togliere, non aggiungere. Scrivi, rispondi, registri un messaggio vocale, chiudi. Fine.
Uno degli elementi più curiosi è il Prompt Key, un tasto dedicato con una luce che cambia colore a seconda delle notifiche. Non vibrazioni anonime o banner invasivi, ma un segnale visivo che ti fa capire al volo se è arrivato un messaggio importante o una chat di gruppo. Sul lato c’è anche un interruttore fisico, di quelli che ormai sembrano estinti, che puoi usare per silenziare il telefono o assegnare a una funzione specifica. Piccole cose, ma molto “vecchia scuola”, nel senso buono.
A livello software, il Communicator gira su Android 16, con la promessa di cinque anni di aggiornamenti, e utilizza una versione personalizzata di Niagara Launcher. Tutto è pensato per tenere messaggi ed email in primo piano, senza distrazioni inutili. L’intelligenza artificiale viene citata, ma senza proclami: qui non è la protagonista, è solo uno strumento di supporto.
L’hardware è essenziale ma non povero. Batteria da 4.000 mAh, ricarica wireless Qi2, jack audio da 3,5 mm (sì, davvero), memoria abbondante ed espandibile. C’è spazio anche per SIM fisica ed eSIM, nel caso qualcuno volesse usarlo come unico telefono, scelta coraggiosa ma non impossibile.
Il prezzo lo posiziona chiaramente come prodotto di nicchia. Clicks Communicator non diventerà lo smartphone di massa, e probabilmente non vuole nemmeno provarci. In un mercato dove tutti i telefoni si assomigliano sempre di più, la sua forza è proprio quella di essere testardamente diverso. Forse i BlackBerry sono scomparsi per un motivo, ma ogni tanto è bello vedere qualcuno che prova comunque a riaprire quella porta, anche solo per ricordarci che premere tasti veri aveva, e forse ha ancora, un certo fascino.
