Per anni il discorso è sempre stato più o meno lo stesso: Linux è interessante, affascinante per chi ama smanettare, ma poco pratico se vuoi solo accendere il PC, aprire Steam e giocare. Un sistema da “nerd”, utile per curiosità o principio, ma lontano dalla realtà quotidiana del gaming. Negli ultimi mesi, però, qualcosa ha iniziato a muoversi in modo meno teorico e più concreto. La fine del supporto a Windows 10 ha fatto da miccia, riportando il tema dei sistemi operativi sotto i riflettori e costringendo molti giocatori a porsi una domanda che fino a poco tempo fa sembrava quasi inutile: devo davvero restare qui per forza?
Linux sta diventando sempre meno un problema per i gamer
I numeri, messi sul tavolo senza filtri, raccontano una storia meno spettacolare di quanto certi titoli farebbero pensare, ma proprio per questo più interessante. A dicembre 2025 Linux ha raggiunto il 3,19% degli utenti Steam. Non è un balzo epocale, non è una rivoluzione. Anzi, rispetto al mese precedente c’è stato persino un leggero calo. Eppure, se si guarda un po’ più indietro, il quadro cambia. A fine 2024 Linux superava di poco il 2%, mentre solo un anno prima faceva fatica a restare sopra quella soglia. La crescita è lenta, quasi silenziosa, ma costante. Non c’è l’effetto moda, non c’è l’ondata improvvisa: c’è una progressione che sembra naturale, come se una parte dei giocatori stesse arrivando a Linux senza farne un manifesto.
Dentro questo piccolo ma solido ecosistema, l’hardware gioca un ruolo fondamentale. Tra gli utenti Linux su Steam, AMD domina in modo sorprendente, sfiorando il 72%. Un dato che stona se confrontato con il mondo Windows, dove la quota si ferma ben più in basso. Non è difficile capirne il motivo: driver open source maturi, aggiornamenti stabili e un supporto che non richiede interventi continui rendono CPU e GPU AMD una scelta rassicurante. Su Linux, il gaming funziona meglio quando non devi combattere con il sistema, e AMD, nel tempo, ha costruito proprio questa reputazione.
Poi c’è Steam Deck, che più che un prodotto sembra essere un cavallo di Troia ben riuscito. Oltre il 21% dei gamer Linux su Steam gioca da lì. Un numero enorme, se ci pensi. Molti di questi utenti probabilmente non si sono mai chiesti che sistema operativo stessero usando. Hanno acceso la console, aperto un gioco e basta. SteamOS ha tolto Linux dal centro della scena, trasformandolo in qualcosa che semplicemente funziona, senza chiedere competenze particolari o pazienza extra.
A rendere tutto questo possibile c’è Proton, che negli anni è passato dall’essere una curiosità tecnica a una componente fondamentale dell’esperienza Steam. Sempre più giochi pensati per Windows girano su Linux senza compromessi evidenti, spesso con prestazioni del tutto paragonabili. E se guardi avanti, la sensazione è che molto dipenderà dalle prossime mosse di Valve. Nuovo hardware, nuove Steam Machine o progetti come Steam Frame potrebbero spingere ancora di più questa crescita lenta ma continua. Non perché Linux sia “meglio” per definizione, ma perché, finalmente, non chiede sacrifici. E nel gaming, alla fine, è questo che convince davvero.
