Viaggiare in Europa con lo smartphone diventa più semplice ed economico. Dal 1 gennaio 2026 è, infatti, entrata in vigore un nuovo aggiornamento del regolamento sul roaming europeo. L’effetto più immediato per i consumatori riguarda il traffico dati. Chi si sposta all’estero potrà utilizzare più GIGA, senza alcun aumento di prezzo. La ragione è che l’Unione Europea ha ulteriormente ridotto i costi all’ingrosso del roaming, ovvero le tariffe che gli operatori si scambiano quando un cliente utilizza una rete straniera. Tale abbassamento si riflette direttamente sulla quantità di dati disponibili in viaggio. Dal 2026, il calcolo del traffico massimo utilizzabile in roaming prevede che il costo mensile dell’offerta (IVA esclusa) venga diviso per 1,10 euro per gigabyte, invece che per 1,30 come avveniva nel 2025, e poi moltiplicato per due.
Roaming UE: ecco cosa cambia per gli utenti in viaggio
Scende anche il costo dei dati extrasoglia. Dal 1 gennaio 2026, ogni megabyte consumato oltre il limite viene tariffato circa 0,134 centesimi di euro (IVA inclusa). Contro i precedenti 0,154: una riduzione contenuta, ma rilevante per chi viaggia spesso. Accanto agli aspetti economici, il regolamento rafforza anche la qualità del servizio. Le norme in vigore impongono agli operatori di garantire all’estero le stesse opzioni disponibili nel Paese d’origine. In altre parole, se il 5G è incluso nell’offerta e disponibile nella rete locale, non può essere limitato durante il roaming.
Cambia, inoltre, la mappa del roaming europeo. Moldavia e Ucraina entrano ufficialmente nell’area Roaming UE. Rendendo obbligatoria per tutti gli operatori l’estensione delle offerte nazionali anche in tali Paesi. Resta invece fluida la situazione del Regno Unito. Uscito dall’UE, non è più automaticamente incluso nel roaming europeo e, nel corso del 2025, diversi operatori italiani hanno iniziato ad escluderlo. Guardando avanti, il percorso è già tracciato: dal 2027 il tetto dei costi all’ingrosso scenderà a 1 euro per gigabyte, con un ulteriore aumento dei dati disponibili. Dopo di allora, salvo modifiche, le regole resteranno stabili fino al 30 giugno 2032.
