Nel sottobosco dello sviluppo software Samsung prende forma una trasformazione che punta a ridefinire il ruolo di Bixby. Le indiscrezioni legate a One UI 8.5, già intravista in versione Beta sulla serie Galaxy S25, parlano di un assistente profondamente ripensato, pronto a uscire dall’ombra dopo anni di presenza marginale. Il debutto pubblico viene collegato alla futura famiglia Galaxy S26, anche se le tracce concrete raccontano di un lavoro già avanzato. Il cambiamento appare evidente fin dal primo contatto: la pressione prolungata del tasto di accensione non richiama più un semplice comando vocale, bensì un riquadro di testo sospeso nella parte bassa dello schermo, invitando a dialogare in linguaggio naturale. Il messaggio è chiaro, l’interazione non si limita più a ordini rapidi ma si apre a una conversazione continua.
Sotto la superficie
Dietro l’interfaccia si muove una scelta strategica che segna una discontinuità netta. Bixby attinge a Perplexity per la ricerca online, mostrando risultati contestuali direttamente all’interno dell’assistente. Questa integrazione avvicina l’esperienza a quella dei più noti assistenti basati su IA generativa, abbandonando l’impostazione chiusa del passato. L’app aperta a schermo intero rivela un design ormai familiare: una casella di testo in basso, la cronologia delle conversazioni accessibile dal menù laterale, la possibilità di avviare nuove chat con un semplice tocco. Le conversazioni restano archiviate, pronte per essere riprese, suggerendo un utilizzo continuativo e ragionato. Permangono però alcune assenze che non passano inosservate. Non emerge il supporto al caricamento di immagini né dalla fotocamera né dalla galleria, così come manca l’analisi dello schermo in tempo reale, una funzione già diffusa altrove.
La forza di questo nuovo Bixby sembra concentrarsi nella capacità di dialogare con l’ecosistema digitale. Oltre ai servizi Samsung come Bixby Briefing e Samsung Find, l’assistente interagisce con piattaforme esterne quali Spotify, Uber, Here Maps, SkyScanner, The Weather Channel e X. Anche la gestione della smart home entra in una dimensione più fluida, consentendo di modificare impostazioni e comportamenti con richieste conversazionali. Dopo anni di scetticismo diffuso, l’assistente mostra un cambio di passo che punta a renderlo utile, informato, presente nella quotidianità digitale. Resta aperta la questione della distribuzione e del tempo con cui verranno colmate le lacune funzionali.
