Quando si parla di energia nucleare, il vero nodo non è la produzione, ma ciò che resta dopo. Le scorie ad alta attività, critiche per durata e pericolosità, obbligano i Paesi che usano tale tecnologia a confrontarsi con un orizzonte temporale che supera di gran lunga quello politico ed economico. È su tale terreno che la Cina sta investendo, come dimostra l’avanzamento del laboratorio sotterraneo di Beishan. Uno dei progetti di ricerca più ambiziosi dedicati allo stoccaggio geologico profondo. Nel deserto del Gobi, vicino alla città di Jiuquan nella provincia del Gansu, Pechino ha appena completato una delle opere ingegneristiche più complesse. Si tratta di una rampa di accesso a spirale che scende fino a circa 560 metri sotto la superficie. L’infrastruttura è lunga 6,9 chilometri, con una pendenza costante del 10% e un diametro di circa 7 metri. Rappresenta il collegamento principale tra l’esterno e il centro del laboratorio.
Rifiuti nucleari: ecco l’innovazione per lo stoccaggio dalla Cina
Il progetto, sviluppato dalla China National Nuclear Corporation, è un centro di ricerca avanzata. Qui vengono testate tecnologie, materiali e procedure che potrebbero un giorno essere utilizzate per il confinamento definitivo delle scorie nucleari ad alta attività. Una fase preliminare, ma cruciale, in un processo che richiede garanzie di sicurezza su scale temporali di centinaia di migliaia di anni.
La localizzazione del laboratorio è il risultato di una selezione durata decenni. Gli studi nell’area di Beishan sono iniziati nel 1996 e hanno incluso carotaggi profondi, analisi sismiche e verifiche geologiche dettagliate. Solo nel 2019 è arrivato il via libera definitivo alla costruzione. Il motivo della scelta risiede nelle caratteristiche del sottosuolo. Ovvero formazioni di granito estremamente antiche, risalenti a oltre 250 milioni di anni fa, considerate particolarmente stabili e adatte all’isolamento dei materiali radioattivi.
La Cina presenta il laboratorio come una piattaforma aperta alla cooperazione internazionale, consapevole che la gestione delle scorie nucleari è una sfida condivisa. Con tale progetto, Pechino punta a contribuire alla ricerca globale, consolidando al contempo il proprio ruolo e il proprio know-how in uno dei campi più sensibili del nucleare.
