L’anno nuovo si è aperto con un messaggio chiaro per chi usa l’auto ogni giorno, il costo della mobilità è destinato a salire. Il primo segnale arriva dalle autostrade, dove gli adeguamenti tariffari tornano a farsi sentire dopo mesi di discussioni istituzionali e ricorsi.
Non si tratta di un aumento uniforme su tutta la rete, ma per molti automobilisti l’effetto sarà comunque percepibile, soprattutto per chi percorre spesso le tratte interessate. In alcuni casi specifici i rincari risultano leggermente più contenuti o addirittura assenti, ma il quadro generale racconta di un sistema che torna a chiedere di più a chi si sposta. Per chi utilizza l’auto per lavoro o per lunghe percorrenze quotidiane, anche variazioni apparentemente modeste finiscono per accumularsi nel corso dei mesi, incidendo sul bilancio familiare più di quanto si immagini a prima vista.
Auto, carburanti e polizze: una combinazione che pesa sul portafoglio
Alla voce pedaggi si somma poi quella dei carburanti, con l’allineamento delle accise tra diesel e benzina. Dal primo gennaio le imposte sul gasolio sono aumentate di poco più di quattro centesimi al litro, mentre quelle sulla benzina sono scese della stessa cifra, portando entrambe allo stesso livello. Sulla carta il riequilibrio dovrebbe penalizzare chi guida diesel e favorire chi utilizza la benzina, ma l’esperienza insegna che i benefici promessi non sempre arrivano fino alla pompa.
Il risultato è un pieno che, soprattutto per chi percorre molti chilometri, rischia di diventare sensibilmente più caro nel corso dell’anno. A completare il quadro interviene il capitolo assicurazioni, con un intervento fiscale che colpisce alcune coperture accessorie legate all’RC Auto. L’innalzamento dell’aliquota su garanzie come l’infortunio del conducente e l’assistenza stradale comporterà premi più elevati per chi rinnova o stipula nuove polizze.
Sommando pedaggi più alti, carburanti meno convenienti e assicurazioni più care, il 2026 si profila come un anno complesso per chi non può fare a meno dell’auto, con una pressione economica che rischia di diventare strutturale.
