In Corea del Sud, un team del Ulsan National Institute of Science and Technology (UNIST) ha compiuto un passo concreto per il settore energetico. In particolare, stanno lavorando alla realizzazione di un generatore capace di trasformare la pioggia in impulsi elettrici pronti a gestire sistemi di drenaggio e allerta. Il tutto senza bisogno di batterie o collegamenti alla rete. A guidare il progetto è il professor Young-Bin Park, del Dipartimento di Ingegneria Meccanica di UNIST. Il dispositivo, denominato S-FRP-DEG (Superhydrophobic Fiber-Reinforced Polymer Droplet-Based Electricity Generator), sfrutta un materiale composito in fibra di carbonio, leggero ma resistente. La magia avviene sulla sua superficie super-idrofobica: quando una goccia carica positivamente tocca il materiale, rimbalza lasciando dietro di sé un impulso di elettroni. Generando, in tal modo, energia istantanea.
Ecco come la pioggia diventa elettricità
L’innovazione non si limita al principio fisico. La superficie del generatore è ispirata all’effetto loto: respinge l’acqua e riduce l’accumulo di sporco e polveri atmosferiche. Problemi che affliggono i tradizionali dispositivi metallici esposti alle intemperie. Tale caratteristica aumenta la durata del sistema e lo rende adatto agli ambienti urbani più complessi. I test di laboratorio hanno confermato l’efficacia del design: una singola goccia da circa 92 microlitri ha prodotto fino a 60 volt e correnti nell’ordine dei microampere. Collegando quattro unità in serie, i ricercatori hanno illuminato temporaneamente 144 LED.
Anche le prove sul campo hanno dato risultati promettenti. Installati su tetti e condotte, i generatori reagiscono all’intensità della pioggia, distinguendo tra precipitazioni leggere, moderate o intense. Così, pompe e valvole possono essere attivate in automatico solo quando necessario. Ottimizzando in tal modo tempi di risposta e consumi energetici in caso di rischio alluvione. Secondo Park, la tecnologia rappresenta un passo verso città capaci di trasformare la pioggia in energia per reagire in tempo reale alle diverse esigenze delle città. Non resta che attendere i prossimi sviluppi di tale innovazione.
