Nel 2024 l’UE compie un passo importante lungo il percorso tracciato dalla strategia energetica comunitaria. Il consumo di energia primaria si è attestato su livelli che non si registravano dall’inizio degli anni Novanta. Tale dato rappresenta un segnale incoraggiante per Bruxelles. Quest’ ultimo infatti punta a ridurre il fabbisogno energetico complessivo come leva fondamentale per centrare gli obiettivi climatici e di sostenibilità fissati al 2030.
La riduzione del consumo primario nell’UE non è il risultato di un singolo fattore, ma dell’intreccio di più dinamiche. Da un lato incidono le politiche di efficienza energetica. Dall’altro pesa la situazione economica europeo. Essa risulta infatti caratterizzata da una crescita contenuta e da un rallentamento di alcune filiere produttive ad alta intensità energetica. Il risultato è un fabbisogno complessivo più contenuto, che avvicina l’UE al valore-obiettivo previsto per il 2030, pur restando ancora una distanza da colmare.
UE e consumo finale: l’Italia fa meglio, ma la sfida resta aperta
Nel confronto tra Stati membri emergono differenze marcate. Alcuni Paesi dell’Europa centrale e settentrionale hanno registrato riduzioni molto più accentuate rispetto alla media UE. Invece, altre economie mostrano andamenti più disomogenei. In questo contesto, l’Italia si colloca in linea con il quadro europeo, ma con una dinamica leggermente più favorevole, grazie a un calo dei consumi primari superiore a quello medio dell’Unione.
Se il consumo di energia primaria dell’UE mostra segnali di miglioramento, il quadro cambia quando si guarda al consumo finale, ovvero l’energia effettivamente utilizzata da famiglie, imprese e trasporti. Nel 2024, a livello UE, questo indicatore registra una lieve crescita rispetto all’anno precedente, allontanandosi temporaneamente dal percorso ideale verso il target 2030. Anche in questo caso l’Italia si distingue, pur restando all’interno della media UE.
L’aumento del consumo finale nel nostro Paese è contenuto e riflette una ripresa moderata delle attività economiche e dei consumi domestici, senza però invertire il trend di medio periodo. La distanza dagli obiettivi europei resta comunque significativa. Ciò a dimostrazione di quanto il percorso di riduzione sia complesso e richieda interventi continui, non solo sul lato dell’offerta ma anche su quello della domanda.
Per l’UE, la vera sfida dei prossimi anni sarà rendere strutturale il calo dei consumi senza legarlo esclusivamente a fasi di rallentamento economico. In questo senso, l’efficienza energetica, l’elettrificazione dei consumi e una maggiore consapevolezza nell’uso dell’energia saranno fattori decisivi.
