Quando NVIDIA aveva annunciato per la prima volta il limite di 100 ore mensili su GeForce Now, nel 2024, la reazione era stata intensa ma breve. Qualche giorno di discussioni accese, poi tutto era finito un po’ nel dimenticatoio, complice il fatto che molti utenti non erano coinvolti direttamente. Oggi però la situazione è diversa, perché la scadenza si avvicina sul serio. Dal 1° gennaio 2026 quel limite diventerà pienamente operativo e questa volta toccherà anche una larga fetta di abbonati storici che fino a ora erano rimasti fuori dal provvedimento. La conferma è arrivata con un aggiornamento silenzioso ma molto chiaro delle FAQ ufficiali di NVIDIA.
GeForce Now passa all’abbonamento a tempo
Il punto centrale è semplice: quasi tutti i piani a pagamento avranno un tetto massimo di 100 ore di gioco al mese. Performance e Ultimate vengono trattati allo stesso modo e, una volta superata la soglia, non ci sarà un blocco totale, ma la possibilità di acquistare ore aggiuntive. Una soluzione che, sulla carta, sembra ragionevole, ma che cambia profondamente il modo in cui si percepisce il servizio. Non si parla più solo di abbonamento, ma di tempo contingentato, di ore da gestire, quasi da “dosare”. NVIDIA ha inserito anche una piccola valvola di sfogo, permettendo di portare al mese successivo una parte delle ore non utilizzate, ma il principio di fondo resta
C’è un’unica eccezione, ed è quella che ormai conoscono tutti: i Founder, gli utenti che avevano creduto in GeForce Now prima del marzo 2021. Per loro il limite non scatterà, a patto di non interrompere mai l’abbonamento. Una sorta di patto non scritto tra NVIDIA e i suoi primi sostenitori, che però lascia inevitabilmente l’amaro in bocca a chi è arrivato dopo.
Quando il limite era stato pensato, il cloud gaming aveva ancora un ruolo secondario. Era un’opzione comoda, un’alternativa temporanea, qualcosa da usare in viaggio o per far girare un gioco troppo pesante sul proprio hardware. In quel contesto, 100 ore al mese sembravano un’enormità. Nel frattempo, però, il mondo è cambiato. Nel 2025 aggiornare un PC da gaming è diventato un lusso sempre più difficile da giustificare. Tra GPU sempre più costose e memoria che segue la stessa curva, anche a causa della pressione esercitata dall’AI, il cloud è passato dall’essere una scelta a diventare, per molti, l’unica strada percorribile.
Il limite di GeForce Now e il precedente per il cloud gaming
Ed è qui che il limite pesa davvero. Non perché tutti giochino oltre le 100 ore, ma perché sapere che esiste un contatore cambia il rapporto con il servizio. NVIDIA continua a ripetere che solo una piccola percentuale di utenti supera regolarmente quella soglia, ma proprio questo dato solleva dubbi. Se sono così pochi, perché intervenire in modo così rigido? E soprattutto, cosa succederà se quella percentuale inizierà a crescere?
La preoccupazione più grande, in fondo, va oltre GeForce Now. Se questo modello dovesse funzionare, potrebbe diventare un precedente. Un abbonamento che non garantisce accesso illimitato, ma un pacchetto di ore da consumare, con costi extra sempre dietro l’angolo. Oggi riguarda NVIDIA, domani potrebbe diventare la normalità per tutto il cloud gaming. E a quel punto la domanda non sarà più quante ore giochiamo, ma quanto siamo disposti a pagarle.