Durante la conferenza MUSA 2025, Moore Threads ha alzato il sipario sulla sua nuova architettura GPU, chiamata Huagang. Quest’ultima è pronta a ridefinire gli standard del settore gaming e intelligenza artificiale. La piattaforma darà vita a due chip principali. Lushan, pensata per videogiochi e workstation professionali. E Huashan, destinata a carichi di lavoro AI ad alte prestazioni. Secondo l’azienda, Huagang porta con sé compute unit completamente riprogettate. Con una densità di calcolo aumentata del 50% e una migliore efficienza energetica del 10%. Tra le novità spiccano un nuovo set di istruzioni, la gestione asincrona dei thread e ottimizzazioni dedicate ai carichi GPU-intensive, elementi chiave sia per il gaming next-gen sia per le applicazioni AI più complesse.
Moore Threads: ecco i dettagli emersi sulla nuova architettura GPU
Lushan promette un balzo prestazionale impressionante. Le performance raster nei giochi AAA potrebbero migliorare fino a 15 volte rispetto alle attuali MTT S80 e S90, con il ray tracing fino a 50 volte più veloce e capacità AI moltiplicate per 64. Anche la gestione di geometrie complesse e il texture fill rate subiranno un notevole incremento. Mentre la memoria passerà dai 16 GB attuali a 64 GB, offrendo ampi margini per applicazioni professionali come CAD e CAE. Il chip integrerà, inoltre, la nuova architettura di rendering unificata “UniTE”. Con un blocco hardware dedicato all’intelligenza artificiale.
Riguardo l’AI, Huashan si distingue per un design a doppio chiplet e nove moduli HBM ad altissime prestazioni. Moore Threads lo colloca in diretta competizione con le GPU NVIDIA Hopper e Blackwell. Con prestazioni in virgola mobile FP4-FP64 comparabili alla Blackwell B200. Il chip offre un accesso alla memoria ottimizzato e può scalare oltre 100.000 unità grazie all’interconnessione MTLink 4.0 a 1.314 GB/s. Rendendolo una soluzione estremamente flessibile per data center e super-computing.
Al momento, Moore Threads non ha rivelato dettagli sul processo produttivo, ma l’attenzione del mercato è già altissima. Se le promesse saranno confermate, il 2026 potrebbe segnare l’ingresso di un nuovo protagonista nel panorama delle GPU di nuova generazione.
