A quanto pare, WhatsApp dovrà affrontare un periodo decisamente turbolento legato all’antitrust italiana che lo scorso luglio aveva avviato un’indagine per possibile abuso di posizione dominante correlata per l’appunto all’applicazione per messaggiare più utilizzata del mondo, nello specifico l’antitrust sospettava che WhatsApp tramite la propria politica di esclusione di altri chatbot concorrenti avesse danneggiato per l’appunto la concorrenza nonché l’utente finale, dopo un’attenta indagine dunque l’autorità garante della concorrenza ha deciso di imporre a WhatsApp di rivedere i propri termini contrattuali in merito all’applicazione.
Rimuovere i termini che bloccano
Nello specifico, l’autorità ha segnalato a WhatsApp di rimuovere quelli che secondo l’ente sono i termini contrattuali legati all’utilizzo di WhatsApp che impediscono alle società concorrenti di integrare all’interno della piattaforma i propri chatbot diversi da Meta AI, questo poiché secondo le politiche dell’antitrust tale posizione può di fatto danneggiare la concorrenza creando uno stato di abuso di posizione dominante correlata per l’appunto alle norme popolarità di WhatsApp, dinamica che di fatto impedirebbe a real realtà emergenti di trarre i giusti vantaggi delle proprie attività.
Di conseguenza l’antitrust vuole che WhatsApp di fatto permette all’integrazione di software concorrenti lasciando libera scelta all’utente in merito quale utilizzare, ovviamente WhatsApp, di conseguenza Meta, non ha condiviso la decisione e in tutta probabilità farà ricorso dal momento che ha ritenuto il tutto fondamentalmente errato.
Ovviamente questa è solo la punta dell’iceberg dal momento che l’antitrust vuole comprendere appieno se WhatsApp ha abusato della propria posizione dominante oppure no, situazione che potrebbe comportare sanzioni decisamente più pesanti rispetto alla semplice modifica dei termini di utilizzo di WhatsApp da parte di altre società, non rimane dunque che attendere per comprendere appieno come la dinamica si evolverà in futuro, ovviamente c’è da aspettarsi che WhatsApp non cambierà le proprie politiche così facilmente dunque il ricorso giocherà un ruolo importante.
