Google Opal si sta affermando come uno degli strumenti più interessanti per l’automazione dei flussi di lavoro tramite intelligenza artificiale. Il servizio, pensato per la creazione di mini app, è ora destinato a trovare spazio anche all’interno di Gemini, l’assistente AI di Google. Un’integrazione che, almeno per il momento però, non riguarda l’Italia. Il motivo del ritardo per tale opzione riguarda il rispetto delle normative locali, con un riferimento esplicito al GDPR europeo. Un passaggio ormai ricorrente quando si parla del debutto in Europa di servizi AI avanzati. Eppure, il contesto lascia spazio all’ottimismo. L’integrazione tra Opal e Gemini appare già definita e, salvo ulteriori rallentamenti normativi, l’arrivo anche in Italia sembra solo una questione di tempo.
Google: ecco come Opal permette di creare mini app su Gemini
Un primo controllo può essere effettuato accedendo a Gemini da browser web. Aprendo il menu laterale tramite l’icona con le tre linee orizzontali, infatti, è possibile entrare nella sezione “Gem“. Qui sono disponibili le opzioni “Crea mini-app” o “Google Labs: Opal”.
Nel dettaglio, Opal consente di descrivere un’attività in linguaggio naturale, come ad esempio l’estrazione di dati da un sito web con salvataggio automatico su Google Fogli, per poi trasformarla in una mini app basata su un diagramma di flusso. La quale viene eseguita in automatico ad ogni utilizzo.
Nei mercati in cui è già attivo, il servizio è stato apprezzato soprattutto per la capacità di automatizzare operazioni complesse. Tra cui spicca l’analisi di dati online e la generazione di report personalizzati. Si tratta di un approccio che, una volta integrato pienamente in Gemini, promette di rendere la creazione di mini app ancora più accessibile, rapida ed efficiente. Ciò anche per tutti quegli utenti che non hanno competenze di sviluppo. Non resta che attendere e scoprire quando la nuova funzione presentata da Google arriverà anche in Italia.
