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Gli italiani che non riescono a riconoscere i contenuti creati dall’intelligenza artificiale sono fino a cinque volte più vulnerabili alle frodi online. Lo rivela un nuovo studio di Visa, che fotografa un’Italia sempre più esposta ai rischi digitali e sempre meno pronta a difendersi dalle trappole dell’AI.
Un problema di percezione: l’AI inganna anche gli utenti più attenti
La ricerca, condotta da Opinium Research per conto di Visa su un campione di 9.500 adulti europei tra agosto e settembre 2025, dimostra che il 47% delle vittime italiane di truffe digitali ha perso in media 147 euro. Il danno complessivo per l’economia nazionale è stimato in 359 milioni di euro, con oltre 7 milioni di persone che hanno ridotto o abbandonato gli acquisti online dopo aver subito o sfiorato una frode. Il dato più inquietante riguarda però la relazione diretta tra alfabetizzazione digitale e vulnerabilità: chi non distingue contenuti autentici da quelli generati artificialmente corre un rischio quintuplicato rispetto a chi sa riconoscerli.
L’AI come nuova arma dei truffatori
Negli ultimi dodici mesi, un italiano su due afferma di aver notato un aumento di contenuti sospetti o potenzialmente fraudolenti, spesso camuffati da annunci o comunicazioni ufficiali. Quasi un terzo (28%) teme che l’intelligenza artificiale renderà le truffe ancora più sofisticate e difficili da individuare, mentre il 12% ammette di navigare senza alcuna misura di protezione. Le conseguenze non sono solo economiche ma anche psicologiche: il 47% delle vittime impiega più di 24 ore per risolvere la situazione, tra chiamate, blocchi di pagamento e contatti con l’assistenza.
In un contesto dove deepfake, chatbot malevoli e mail “credibili” si moltiplicano, la velocità di reazione diventa cruciale.
La campagna Visa per educare alla sicurezza digitale
In vista delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, Visa ha lanciato una campagna educativa dal tono provocatorio, affidata al freestyler Leonardo Donaggio, atleta del Team Visa. La particolarità? I video promozionali includono contenuti falsi creati appositamente con intelligenza artificiale per simulare le tattiche dei truffatori. L’obiettivo è rendere gli utenti più consapevoli mostrando quanto sia facile credere a un contenuto manipolato e quanto sottile sia la linea tra reale e artificiale. L’indagine di Visa conferma ciò che molti esperti temono: l’AI sta amplificando la portata del social engineering, rendendo le truffe sempre più credibili e personalizzate. L’unico antidoto, oggi, è una combinazione di formazione, vigilanza e strumenti di sicurezza aggiornati.
