Il settore della robotica umanoide europea compie un passo importante con l’accordo siglato tra 1X ed EQT. Parliamo di un’intesa che apre la strada alla diffusione industriale del robot-Neo. Tale collaborazione prevede la possibilità di distribuire fino a 10.000 unità tra il 2026 e il 2030 alle oltre 300 aziende attive in settori chiave come manifattura, logistica, magazzini e sanità. Si tratta di un passaggio rilevante perché segna il superamento della fase sperimentale e l’ingresso concreto dei robot umanoidi nei processi produttivi reali.
Neo era nato come un progetto orientato all’ambiente domestico, pensato per muoversi nelle case, interagire con le persone e supportarle nelle attività quotidiane. Il lancio dei preordini, avvenuto nell’autunno scorso con un prezzo di circa 18.400 euro, aveva attirato grande attenzione mediatica e un interesse superiore alle aspettative iniziali. Proprio il costo elevato però, insieme a questioni legate a sicurezza, ha mostrato come l’adozione su larga scala nelle abitazioni sia ancora distante. Questo ha spinto 1X a riconsiderare la strategia, individuando nell’industria un contesto più pronto ad accogliere soluzioni di questo tipo.
In fabbriche e magazzini, infatti, i compiti sono più ripetitivi, gli ambienti più controllati e il ritorno sull’investimento più immediato. In questo contesto Neo viene presentato come assistente capace di affiancare i lavoratori in attività di movimentazione, supporto operativo e gestione di mansioni fisicamente faticose.
Robot umanoidi Neo, perché l’industria è il banco di prova ideale
Secondo Bernt Øivind Børnich, fondatore e CEO di 1X, l’accordo con EQT rappresenta l’ingresso dei robot umanoidi “nell’economia reale”. Si tratta di un approccio graduale che mette al centro sicurezza, responsabilità e sostenibilità dei modelli di lavoro. Tale operazione è vista come uno strumento concreto per aiutare le aziende a far fronte alla carenza di manodopera e a migliorare le condizioni operative, evitando conflitti tra esseri umani e macchine.
L’intesa non prevede una distribuzione automatica dei robot. Ogni implementazione sarà oggetto di negoziazioni specifiche tra 1X e le singole aziende interessate, così da adattare Neo alle diverse esigenze produttive. Le prime sperimentazioni su larga scala sono previste negli Stati Uniti a partire dal 2026, per poi estendersi rapidamente in Europa e in Asia, sfruttando la rete globale di EQT. Tale modello consente di raccogliere dati reali sull’affidabilità dei robot e di perfezionarne il comportamento.
Il passaggio dall’ambiente domestico a quello industriale non viene quindi letto come un arretramento, ma come una fase necessaria di maturazione tecnologica. Molti esperti concordano sul fatto che la casa richiederà ancora anni di sviluppo per accogliere in modo diffuso i robot umanoidi. Invece fabbriche e magazzini rappresentano oggi il contesto ideale per testarne le capacità in modo continuo e strutturato. Con oltre 120 milioni di euro raccolti da investitori internazionali, tra cui EQT Ventures e l’OpenAI Startup Fund, 1X punta ora a consolidare la propria posizione in una competizione globale sempre più intensa.
