Ogni volta che un brand famoso per tutt’altro decide di tuffarsi nel calderone degli smartphone, la reazione è un misto di curiosità e scetticismo. Siamo abituati a vedere il logo di Dreame Technologies sulle torrette laser dei robot aspirapolvere o sui motori dei loro asciugacapelli super veloci, ma vederlo sul retro di un telefono fa un certo effetto. Eppure, dopo mesi di indiscrezioni iniziate a settembre, l’idea di uno “smartphone Dreame” non è più solo una chiacchiera da corridoio, ma una realtà che sta prendendo forma con il nome in codice Dreame Smartphone E1.
Dreame E1 svela fotocamere 108 MP e sensore sotto schermo
L’azienda sembra aver scelto la strategia dei piccoli passi, evitando di sfidare subito i mostri sacri del settore con un super top di gamma da oltre mille euro. Il Dreame E1, che è già spuntato nei database europei con la sigla W5110, si presenta come un dispositivo concreto, pensato per chi cerca sostanza. Guardando i documenti trapelati, il display dovrebbe essere un AMOLED da 6,67 pollici, il classico formato generoso che ormai tutti amiamo per goderci un video o scorrere i social senza affaticare troppo la vista. Non sappiamo ancora se avrà un refresh rate da urlo, ma la scelta della tecnologia AMOLED suggerisce già una certa attenzione per i neri profondi e i colori brillanti.
Sul retro, il design sembra puntare forte sulla fotografia. La star del gruppo è un sensore principale da 108 megapixel, una risoluzione che promette scatti ricchi di dettaglio anche quando la luce non è perfetta. È affiancato dai soliti sensori macro e di profondità, mentre la fotocamera frontale da 50 megapixel strizza l’occhio a chi vive di selfie e videochiamate. Una scelta interessante riguarda il sensore di impronte digitali, che sarà integrato sotto lo schermo: un tocco di modernità che pulisce il design generale e rende lo sblocco più immediato.
Andando a sbirciare sotto la scocca, troviamo una batteria da 5.000 mAh, ormai il “minimo sindacale” per arrivare a fine giornata senza ansie, supportata da una ricarica a 33 W. C’è però un piccolo mistero burocratico: le carte europee parlano di una batteria sostituibile dall’utente, ma il manuale sconsiglia di farlo. Probabilmente siamo davanti a un design facile da riparare in assistenza, più che a un ritorno ai vecchi sportellini di plastica di dieci anni fa. La vera sorpresa, però, è il ritorno del jack audio da 3,5 mm, una rarità che farà felici i puristi delle cuffie col filo.
Con l’aggiunta del 5G e dell’NFC, Dreame sembra voler offrire un pacchetto completo, senza troppi fronzoli ma con tutto quello che serve davvero nella vita di tutti i giorni. Resta da capire quale processore farà girare il tutto, ma se il buongiorno si vede dal mattino, Dreame potrebbe essere la nuova sorpresa in una fascia di mercato dove la competizione è serrata ma lo spazio per chi è affidabile non manca mai.
