
Vodafone
Dal 15 dicembre 2025 Vodafone Italia ha ufficialmente avviato la disattivazione definitiva delle SIM ancora ancorate ai vecchi sistemi informatici dell’operatore. È un passaggio atteso, annunciato e soprattutto necessario per completare la migrazione verso NEXT, la nuova piattaforma digitale che servirà da base per l’integrazione con Fastweb nel 2026. Si chiude così un capitolo infrastrutturale durato anni, caratterizzato da transizioni tecniche, vincoli di compatibilità e un progressivo spegnimento di servizi legacy.
Le SIM coinvolte e cosa sta succedendo ora
L’intervento riguarda un insieme ristretto ma eterogeneo di clienti: SIM mobile prepagate, SIM dati e linee fisse derivate da SIM mobili (le vecchie offerte “voce su rete mobile con numero fisso”). Sono utenti rimasti legati a infrastrutture storiche Vodafone, ormai non compatibili con gli standard richiesti dalla piattaforma NEXT.
Per questi numeri, la migrazione tecnica non era possibile: di conseguenza, la disattivazione comporta la cessazione del servizio e la perdita definitiva della numerazione associata. Vodafone aveva già preparato il terreno con una campagna SMS avviata il 15 settembre 2025, invitando i clienti interessati a portare il proprio numero verso un altro operatore o a richiedere una nuova SIM Vodafone già configurata su NEXT.
Dal 18 novembre, inoltre, i rivenditori Vodafone hanno potuto gestire direttamente la transizione, offrendo la possibilità di mantenere la numerazione per chi sceglieva l’attivazione su NEXT con lo stesso codice fiscale. A migrazione completata, l’operatore riconosce un rimborso automatico entro 30 giorni: costi di attivazione, prima mensilità ed eventuale riallineamento del bundle sono inclusi, dove tecnicamente applicabile. Chi invece non ha compiuto alcuna azione entro il 15 dicembre 2025, vede oggi la propria SIM disattivata senza addebiti, ma con impossibilità di recuperare il numero in futuro.
I servizi già spenti prima della disattivazione
Il processo non parte da zero: dal 30 ottobre 2025 erano già stati bloccati alcuni servizi accessori, come acquisti digitali, Mobile Ticketing e pagamenti tramite credito telefonico.
Vodafone aveva motivato il provvedimento come parte di un “necessario ammodernamento dei sistemi”, chiarendo che alcune utenze legacy non avrebbero potuto essere trasferite alla nuova architettura software.
