La Commissione per le garanzie nelle comunicazioni ha deciso di affrontare in modo più incisivo un problema che da anni infastidisce milioni di utenti: le chiamate indesiderate, quelle che spesso suonano sospette e che troppo spesso nascondono frodi. L’ultima mossa di AGCOM punta a distinguere chiaramente il telemarketing legittimo da quello ingannevole, offrendo agli utenti uno strumento semplice per capire subito chi li sta contattando. Nel corso della consultazione pubblica appena avviata, l’Autorità propone di introdurre l’uso di numeri brevi come chiamante per tutte le attività di telemarketing e teleselling legale. L’idea alla base è semplice ma efficace: rendere immediatamente riconoscibili le chiamate lecite, senza lasciare spazio a dubbi o a confusione con numeri sospetti o di provenienza internazionale.
Telemarketing più trasparente: AGCOM punta sui numeri brevi
Il contesto in cui nasce questa proposta è segnato da pratiche sempre più aggressive e sofisticate. Tecniche come il CLI spoofing, che permettono di mascherare l’origine delle chiamate, hanno reso difficile per gli utenti capire chi fosse davvero dall’altra parte del telefono. Le frodi si sono evolute al punto da aggirare persino strumenti come il Registro pubblico delle opposizioni, generando frustrazione e sfiducia. Per questo motivo, negli ultimi mesi, AGCOM ha rafforzato il proprio controllo: con provvedimenti specifici gli operatori sono obbligati a bloccare le chiamate illecite provenienti dall’estero che simulano numerazioni italiane, tracciando e regolando responsabilità e correzioni per le chiamate VoIP domestiche. I risultati, a quanto pare, ci sono stati: le chiamate fraudolente con numerazioni nazionali sono calate e, per la prima volta, si è riusciti a misurare concretamente la portata del fenomeno.
Ma non tutto è risolto. Come spesso accade, gli abili truffatori hanno spostato il traffico illecito verso numeri esteri, dove gli strumenti di controllo sono più limitati a causa delle regole internazionali di interoperabilità delle reti. Gli utenti oggi sono quindi più attenti e diffidenti, ma la distinzione tra chiamate legittime e frodi rimane talvolta confusa. Qui entra in gioco la proposta delle numerazioni brevi: utilizzare numeri italiani a tre cifre, già noti per assistenza clienti e servizi gratuiti, per attività commerciali autorizzate. Questi numeri sarebbero immediatamente riconoscibili e impossibili da replicare dall’estero, garantendo trasparenza e sicurezza.
In pratica, se un utente riceverà una chiamata da un numero breve registrato, saprà con certezza che si tratta di un operatore affidabile e identificabile. Lo strumento permetterebbe non solo di ridurre il rischio di frodi, ma anche di dare maggiore fiducia al teleselling legale, facendo capire che esiste un modo corretto e trasparente di contattare i clienti. È un passo importante verso una telefonia più sicura, dove la chiarezza e la riconoscibilità diventano alleati preziosi sia per le aziende che per gli utenti, aprendo la strada a un mercato più responsabile e meno opaco.
