YouTube ha affrontato una situazione ultimamente molto complessa: stando a quanto riportato infatti, ha chiuso definitivamente due canali molto famosi. I nomi sono quelli di Screen Culture e KH Studio, tutto per colpa di trailer cinematografici finti generati con AI. Entrambi i canali ormai avevano racchiuso un bacino di utenti pari a circa 2 milioni di iscritti con le visualizzazioni schizzate oltre il miliardo.
Dalla monetizzazione alla chiusura definitiva
All’inizio dell’anno YouTube aveva già preso un primo provvedimento, sospendendo la monetizzazione dei due canali. La decisione era arrivata dopo che l’inchiesta aveva messo in evidenza come i cosiddetti fake trailer stessero sfruttando la diffusione dell’AI generativa per attirare pubblico e introiti pubblicitari.
In una fase successiva, Screen Culture e KH Studio erano riusciti a tornare a guadagnare modificando i titoli dei video, inserendo etichette come “fan trailer”, “parody” o “concept trailer”. Una strategia che aveva permesso loro di rientrare temporaneamente nei parametri della piattaforma. Negli ultimi mesi, però, queste diciture sono progressivamente scomparse. Secondo YouTube, si è trattato di un uso ingannevole dei metadati, in violazione delle regole su spam e contenuti fuorvianti, motivo che ha portato alla rimozione definitiva dei canali.
Trailer realistici e rischio di confusione
L’indagine aveva mostrato come Screen Culture combinasse spezzoni ufficiali e sequenze generate dall’AI per creare trailer estremamente realistici di film e serie TV molto attesi. I contenuti erano spesso legati a franchise di grande richiamo come Marvel e Harry Potter, con un livello di verosimiglianza tale da trarre in inganno una parte significativa del pubblico.
Il fondatore del canale aveva anche ammesso di pubblicare numerose varianti dello stesso trailer per migliorare il posizionamento nei risultati di ricerca. Per l’ultimo film dei Fantastici 4, ad esempio, erano state caricate oltre venti versioni, alcune delle quali avevano superato in visibilità il trailer ufficiale.
La pressione degli studios e il ruolo di Disney
Non tutti gli studios di Hollywood avevano inizialmente visto la pratica come un problema. Alcuni avrebbero preferito incassare una quota dei ricavi pubblicitari piuttosto che chiedere la rimozione dei video. La situazione è cambiata dopo una diffida inviata da Disney a Google la scorsa settimana, che ha spinto YouTube a chiudere definitivamente la questione.
La decisione segna un punto importante nel rapporto tra piattaforme, AI e tutela dei contenuti ufficiali, indicando una linea più rigida contro pratiche che sfruttano l’ambiguità tra creazione originale e imitazione.
