I primi utenti del Galaxy Z TriFold, disponibile al momento solo in Corea del Sud e in Cina, stanno iniziando a scoprire alcune particolarità legate alla gestione software del nuovo pieghevole Samsung. Una di queste riguarda App Continuity, funzione ben nota a chi utilizza da tempo i dispositivi Fold, che sul TriFold assume un comportamento leggermente diverso, con effetti visibili anche sugli screenshot.
Come da tradizione sui pieghevoli Galaxy, App Continuity non è attiva di default. Quando il dispositivo viene aperto per la prima volta, chiudendo lo schermo interno con un’app in esecuzione, il display esterno mostra semplicemente la home. Solo attivando manualmente la funzione dalle impostazioni è possibile continuare a usare la stessa app sullo schermo esterno senza interruzioni.
Come funziona App Continuity sul Galaxy Z TriFold
Sul Galaxy Z TriFold, Samsung si è trovata ad affrontare una sfida inedita. Il display interno da 10 pollici ha una risoluzione di 1584 x 2160 pixel, mentre quello esterno da 6,5 pollici arriva a 1080 x 2520 pixel. Il divario tra le due superfici è molto più marcato rispetto a quanto avviene sui Galaxy Z Fold tradizionali.
Per evitare che il passaggio da uno schermo all’altro comporti un nuovo rendering dell’app, con il rischio di perdere lo stato di utilizzo o la posizione all’interno dei contenuti, Samsung ha scelto una soluzione tecnica precisa. Quando App Continuity è attiva, la risoluzione del display esterno viene temporaneamente ridotta a 822 x 1918 pixel, così da mantenere la stessa densità di pixel del pannello interno, pari a 2.0x.
Perché gli screenshot risultano “strani”
Questa scelta ha una conseguenza diretta sugli screenshot. Anche se l’immagine visualizzata sul display esterno appare nitida grazie a un processo di upscaling, gli screenshot vengono salvati alla risoluzione effettiva utilizzata dal sistema, quindi 822 x 1918 pixel invece dei 1080 x 2520 nativi del pannello esterno.
È un dettaglio che molti utenti probabilmente non noteranno mai nell’uso quotidiano. Sui Galaxy Z Fold con una sola cerniera, infatti, la differenza tra display interno ed esterno è meno evidente e Samsung riesce a gestire App Continuity senza riduzioni così marcate della risoluzione.
Il caso del Galaxy Z TriFold mostra però quanto sia complessa la gestione software dei dispositivi pieghevoli avanzati e mette in luce margini di miglioramento per Android, soprattutto nella gestione delle transizioni tra schermi con caratteristiche molto diverse.
