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L’Iran torna a mostrare i muscoli nel settore dei droni militari e lo fa con l’Hadid-110, un nuovo velivolo a reazione che punta a colpire rapidamente e a rendersi difficile da intercettare. La sua apparizione nelle esercitazioni dell’IRGC — le Guardie della Rivoluzione — suggerisce un ingresso operativo imminente e conferma quanto Teheran consideri strategico il potenziamento delle capacità senza pilota.
Un drone progettato per correre e non farsi vedere
L’Hadid-110, conosciuto anche come Dalahu, è stato presentato mesi fa ai vertici militari iraniani e da allora è entrato al centro dell’attenzione internazionale. Il motivo è semplice: la velocità. Con circa 510 km/h, il drone sarebbe il più rapido mai realizzato dall’Iran nella categoria dei sistemi d’attacco suicidi. Una velocità ottenuta grazie al motore a getto, ma anche a un design aggressivo: fusoliera affilata, geometrie sfaccettate, superficie pensata per deviare le onde radar.
Il risultato è un compromesso tra missile da crociera e drone kamikaze. La configurazione a delta e il peso contenuto contribuiscono a ridurre la firma radar, mentre la cellula è ottimizzata per reggere stabilità e velocità a bassa quota. La testata da circa 30 kg non è enorme, ma sufficiente per mettere fuori uso infrastrutture critiche o depositi.
Portata media e filosofia “lancio ovunque”
A livello operativo, l’Hadid-110 promette una portata di 350 km e circa un’ora di autonomia. Viene lanciato tramite una guida dotata di booster a razzo: un sistema semplice, economico, pensato per essere utilizzato anche in contesti logistici ridotti, proprio come avviene per la famiglia Shahed.
Quest’ultima — soprattutto i modelli 131 e 136 — è diventata una delle esportazioni militari più iconiche dell’Iran, utilizzata anche nel conflitto Ucraino per attacchi ripetitivi a infrastrutture strategiche. L’Hadid-110 non sostituisce i droni lenti a elica, ma si colloca un gradino più in alto: più rapido, più difficile da ingaggiare, costruito per comprimere il tempo di reazione delle batterie antiaeree.
Una minaccia diversa dalle precedenti
Il principale vantaggio del nuovo drone non è solo la velocità, ma il modo in cui questa velocità si combina con la ridotta visibilità ai radar. Un velivolo più rapido richiede tempi di ingaggio minimi, e un target piccolo con superfici angolate riduce ulteriormente la finestra utile per una difesa efficace. È esattamente questa combinazione a rendere l’Hadid-110 un asset potenzialmente prezioso nel mosaico iraniano.
