La sfida dell’autonomia robotica entra sempre più spesso nel dibattito pubblico. A tal proposito, è emblematico il caso di Optimus, il robot umanoide di Tesla. Pensato per eseguire compiti di interazione quotidiana, il dispositivo ha mostrato progressi significativi in termini di coordinazione e manipolazione, ma anche le difficoltà ancora presenti nella gestione dei movimenti complessi. Le capacità di Optimus, alto circa 1,80 metri e con un peso di poco più di 70 chilogrammi, includono oltre 40 gradi di libertà e mani articolate da 11 DoF. Strumenti che gli permettono di affrontare attività delicate come distribuire oggetti o compiere gesti interattivi. Un recente episodio ha, però, attirato l’attenzione dei media. Durante una dimostrazione pubblica, il robot ha perso l’equilibrio mentre porgeva una bottiglia, compiendo un gesto inusuale con le mani verso il volto. Tale movimento ha ricordato schemi tipici dei sistemi di teleoperazione, nei quali il robot replica inconsciamente i gesti dell’operatore umano. La sequenza ha riaperto il dibattito sull’effettiva autonomia di Optimus e sulla trasparenza nelle dimostrazioni pubbliche.
Tesla: ecco cosa è successo con il robot Optimus
L’azienda ha sempre affermato che le performance del robot, anche quelle più complesse come movimenti di kung-fu, sono realizzate solo tramite intelligenza artificiale. Dunque, senza l’intervento diretto di operatori esterni. Nonostante le dichiarazioni, l’azienda non ha fornito informazioni dettagliate sul controllo dei robot durante le dimostrazioni, alimentando speculazioni.
Oltre la controversia, Tesla ha pubblicato un aggiornamento tecnico che mostra Optimus correre in laboratorio con maggiore stabilità. Secondo l’azienda, i miglioramenti riguardano il coordinamento corporeo e la gestione dell’equilibrio. Elementi fondamentali per attività quotidiane prolungate. Il robot dispone di una batteria da 2,3 kWh che consente un funzionamento quasi continuativo, con consumi tra 100 e 500 watt.
Elon Musk ha delineato per Optimus un futuro ambizioso, in cui i robot saranno capaci di produrre altri robot, con un prezzo stimato tra 18.500 e 27.700 euro. E una produzione di circa 5.000 unità operative entro la fine del 2025. Al momento, l’evoluzione di Optimus resta sotto osservazione, tra curiosità scientifica e attenzione mediatica.
