Google sta distribuendo una nuova pagina delle impostazioni dedicata al Rilevamento minacce in tempo reale, la funzione di Play Protect introdotta nel 2024 e inizialmente visibile solo attraverso avvisi sporadici. Con il rollout iniziato in queste ore, la funzione diventa finalmente più chiara e accessibile, permettendo di visualizzare in un’unica schermata le app potenzialmente dannose rilevate sul dispositivo.
L’arrivo di questa pagina si collega a un aggiornamento incluso nel Google Play System Update di dicembre 2025, più precisamente nelle novità della versione 49.1 del Google Play Store, rilasciata il 1° dicembre. Le note parlavano di una “nuova esperienza di avviso” per le app che non superano i controlli di Play Protect, anticipando un cambiamento visivo e funzionale. Con l’aggiornamento, quella promessa è diventata concreta.
Dove si trova la nuova pagina e cosa mostra
La schermata dedicata compare ora nel percorso Impostazioni > Sicurezza e privacy > Sicurezza delle app, e contiene una spiegazione completa della funzione di rilevamento in tempo reale, che finora operava principalmente in background. La sezione elenca eventuali applicazioni considerate rischiose, in modo da permettere un intervento immediato qualora fosse installato un software malevolo o ritenuto sospetto.
Si tratta di una novità utile soprattutto perché rende più trasparente il comportamento di Play Protect, che fino ad oggi svolgeva controlli invasivi e complessi senza una vera interfaccia informativa, lasciando molti utenti inconsapevoli delle analisi svolte in background.
Aggiornare Play Protect Services
La disponibilità effettiva della nuova pagina dipende anche dal rollout del componente Google Play Protect Services, che viene aggiornato tramite Play Store. Il componente però non compare tra i risultati di ricerca né tra gli aggiornamenti disponibili. Per applicare l’update occorre utilizzare il badge dedicato fornito da Google, che apre la schermata del componente e consente l’installazione qualora l’aggiornamento sia pronto per il proprio dispositivo.
L’impressione generale è che Google voglia offrire maggiore controllo agli utenti sulle attività di sicurezza del sistema, rendendo più leggibili i risultati delle scansioni e più semplice la gestione delle app sospette.