Il giallo della plastica ABS nelle console vintage rappresenta da anni una sfida per collezionisti e appassionati. Molti dispositivi, con il passare del tempo, tendono a ingiallire a causa dell’ossidazione naturale del materiale. Un fenomeno particolarmente evidente nelle superfici esterne delle console. Per contrastare tale processo, è diffusa la pratica del retrobrighting. Quest’ultima consiste nell’applicazione di soluzioni a base di perossido di idrogeno per ripristinare il colore originale della plastica della console. Anche se tale metodo è particolarmente popolare, presenta dei rischi concreti. Le reazioni chimiche innescate dal trattamento possono indebolire la plastica, rendendola più fragile e più soggetta a deterioramento. Gli effetti a lungo termine del retrobrighting sono stati osservati in diversi esperimenti come quello dello youtuber Shelby Jueden. In tali casi le superfici trattate mostrano spesso macchie e striature. Ciò evidenzia come il trattamento chimico non garantisca un risultato uniforme e può addirittura accelerare l’invecchiamento della plastica.
Retobrighting: ecco perché non funziona sull’ingiallimento delle console
Alcune varianti del procedimento prevedono il riscaldamento di miscele di acqua e perossido di idrogeno prima dell’applicazione. Ma anche in tali casi i risultati tendono ad essere insoddisfacenti. In molti esperimenti, la plastica esterna delle console appare più ingiallita e fragile rispetto alle parti interne non trattate. Suggerendo che il retrobrighting non sia una soluzione definitiva. La scienza alla base del processo evidenzia che la plastica ABS subisce alterazioni chimiche quando esposta a tali sostanze. Con conseguenze sulla resistenza e sull’integrità del materiale che costituisce le console.
In definitiva, il retrobrighting può offrire solo un effetto temporaneo e spesso incompleto. La plastica, nonostante il trattamento, può continuare a ingiallire o apparire danneggiata. Per chi colleziona o restaura console vintage, la soluzione più sicura rimane la conservazione attenta e la gestione del materiale nel tempo. Ciò vitando interventi chimici aggressivi che rischiano di peggiorarne l’aspetto e la durata.
