Negli Stati Uniti potrebbe aprirsi un nuovo capitolo nella lunga storia della logistica, e questa volta al centro c’è un colosso che di solito spedisce pacchi, non lettere. Amazon, infatti, starebbe valutando l’idea di consegnare da sola i propri prodotti, costruendo una sorta di servizio postale interno. Una possibilità che fino a qualche anno fa sembrava lontanissima, ma che ora è diventata reale mentre i negoziati con USPS, il servizio postale americano, procedono con una lentezza che lascia intendere tensioni profonde. A raccontarlo è il Washington Post, il quotidiano che, ironia della sorte, appartiene proprio a Jeff Bezos.
Perché le tensioni con USPS potrebbero portare Amazon a fare da sola
Il punto critico è il rinnovo del contratto, in scadenza nell’ottobre 2026. Finora Amazon e USPS hanno convissuto in un equilibrio delicato: una cooperazione forzata in cui il grande cliente usa la rete del servizio postale, e allo stesso tempo ne è anche competitor diretto. Una relazione di “coopetizione”, come viene spesso definita, che finora ha retto più per necessità che per reale armonia. Eppure restano margini di trattativa: a novembre, il direttore generale delle poste, David Steiner, ha parlato direttamente con Andy Jassy in cerca di un compromesso.
Il clima però si è incrinato quando Amazon ha scoperto che USPS intendeva indire un’asta, nonostante mesi di discussioni. Una mossa percepita come una sorpresa poco gradita. Il portavoce Steve Kelly non ha usato giri di parole: il cambio di direzione, ha detto, mette a rischio la stabilità dell’intera rete logistica di Amazon, che ora si trova costretta a valutare alternative. E quando Amazon valuta alternative, di solito significa che ha già qualche piano serio sul tavolo.
Per USPS la questione è tutt’altro che marginale. Solo nel 2025, i pacchi di Amazon hanno generato oltre 6 miliardi di dollari, una fetta importante dei ricavi totali, in un contesto già complicato. La corrispondenza tradizionale continua a diminuire e le perdite si accumulano: in nove degli ultimi dieci anni il bilancio ha chiuso in rosso, con il 2025 segnato da un buco da 9 miliardi di dollari. Perdere anche una parte dei volumi Amazon sarebbe un colpo difficilissimo da assorbire.
Trump e il suo tocco politico influenza gli equilibri
Sul fondo resta l’ombra lunga della politica. Anni fa Donald Trump aveva trasformato il rapporto tra USPS e Amazon in una questione quasi personale, arrivando a minacciare l’interruzione dei sussidi se i prezzi delle consegne non fossero quadruplicati. Allora era un modo per colpire Jeff Bezos, percepito come un avversario. Oggi, con Trump tornato alla Casa Bianca, i toni si sono incredibilmente ammorbiditi. Nessuna invettiva, anzi: Bezos è stato più volte ospite nella residenza di Mar-a-Lago.
Il risultato è uno scenario fluido, pieno di variabili, in cui Amazon potrebbe davvero decidere di fare da sola. Se accadesse, cambierebbe l’equilibrio delle consegne negli Stati Uniti e costringerebbe USPS a ripensare da zero una parte della propria missione. Per ora siamo ai segnali preliminari, ma l’idea che Amazon possa diventare anche, di fatto, un nuovo servizio postale non sembra più così fantascientifica.
