Il dibattito sull’autonomia dei controller continua a occupare una posizione centrale nel panorama videoludico. A tal proposito, di recente, l’attenzione si è concentrata sulla nuova revisione del gamepad per PlayStation 5. La periferica, pur presentandosi esternamente identica al modello conosciuto dal pubblico, propone un cambio significativo nella gestione dell’energia. Il risultato è un’autonomia notevolmente superiore, frutto di una serie di modifiche interne. Il dato più rilevante arriva da un test effettuato dal modder polacco Modyfikator89. Quest’ultimo ha documentato oltre quindici ore di gioco continuo con la nuova versione del controller, identificata dalla sigla CFI-ZCT2W. Il miglioramento risulta netto se confrontato con la prima edizione del DualSense, rimasta più vicina alle dieci ore di autonomia. L’aumento diventa ancora più evidente se si prende come riferimento il DualSense Edge, che nelle prove abituali non supera le cinque o sei ore.
DualSense: il controller raggiunge una maggiore autonomia
Le ragioni di tale incremento sembrano legate a interventi puntuali sull’architettura interna. Il modder, infatti, ha segnalato la rimozione del microfono secondario posizionato sul retro del dispositivo, componente presente nella variante precedente. Un’indicazione confermata anche da un teardown pubblicato da Austin Evans, in cui vengono mostrati l’assenza del microfono posteriore, un nuovo supporto in plastica che circonda la batteria e un connettore di tipo differente. Tale insieme di modifiche suggerisce una strategia mirata a ridurre i consumi e a distribuire l’assorbimento energetico con maggiore efficienza.
Per i consumatori, l’identificazione del modello giusto passa inevitabilmente dalla confezione. L’aspetto del controller rimane invariato e l’unico elemento in grado di confermare l’acquisto della versione aggiornata è il codice CFI-ZCT2W riportato sul retro della scatola. La scelta di mantenere un design uniforme, ma introdurre cambiamenti interni sottolinea la volontà di Sony di intervenire sui punti critici più discussi senza alterare un’estetica ormai riconoscibile. Con tali modifiche, il tema dell’autonomia sembra tornare al centro della discussione con un approccio più concreto, sostenuto da test indipendenti che indicano un miglioramento tangibile.
