Il dibattito sui chip destinati ai futuri Galaxy S26 continua a occupare la scena tecnologica. Le indiscrezioni si susseguono con rapidità e sembrano cambiare direzione a ogni nuova fuga di notizie. Negli ultimi mesi si è ipotizzato più volte che la serie destinata all’Europa potesse adottare il nuovo Exynos 2600. Le voci provenienti dalla Corea parlano però di un quadro diverso. Secondo queste fonti, solo le versioni coreane dei galaxy S26 e S26+ dovrebbero utilizzare il chip proprietario di Samsung. Per tutti gli altri mercati, invece, la scelta ricadrebbe sul nuovo Snapdragon 8 Elite Gen 5 di Qualcomm. Questa possibilità rappresenterebbe un’inversione rispetto a quanto visto in passato.
Per il modello Galaxy S26 Ultra la situazione appare ancora più semplice. I rumor indicano una decisione uniforme, con l’adozione esclusiva di Snapdragon in ogni mercato. Il ritorno di una strategia “dual-chip”, se confermato, mostrerebbe comunque un percorso verso una maggiore indipendenza futura. Samsung infatti prevede di utilizzare solo chip proprietari con la serie Galaxy S27 prevista per il 2027. Le difficoltà degli Exynos restano però al centro delle analisi. Una ricerca di CTT Research evidenzia criticità come surriscaldamento, problemi di sicurezza a livello kernel e rese produttive poco soddisfacenti.
Galaxy S26 e le migliorie interne dell’Exynos 2600
Samsung sta lavorando per correggere i difetti dei suoi SoC. L’Exynos 2600 introduce una struttura denominata Heat Pass Block che dovrebbe migliorare la dissipazione termica e ridurre le temperature fino al 30%. Questo cambiamento punta ad aumentare l’affidabilità sotto carichi intensi. Il chip continua poi a sfruttare tecniche avanzate come il Fan-Out Wafer Level Packaging, utili per migliorare efficienza e prestazioni.
I progressi riguardano anche la produzione a 2nm basata su transistor GAA, che avrebbe raggiunto rese vicine al 50%, valore incoraggiante per una tecnologia così nuova. Nonostante ciò rimangono dubbi sulla reale capacità del chip di competere con l’ultimo Snapdragon, soprattutto nei mercati più esigenti. La scelta di limitare l’Exynos al mercato coreano potrebbe quindi rappresentare una mossa prudente. L’obiettivo sarebbe proteggere l’immagine globale della linea Galaxy, garantendo prestazioni coerenti ovunque. Il tempo mostrerà se Samsung riuscirà davvero a colmare definitivamente la differenza tra le due piattaforme.
