Il Vietnam continua a ritagliarsi un ruolo sempre più centrale nella produzione elettronica mondiale, spinto da un contesto geopolitico favorevole e dagli investimenti di grandi gruppi come Foxconn e Luxshare. Le recenti misure tariffarie imposte dagli Stati Uniti contro la Cina hanno reso ancora più strategico per molte aziende diversificare la catena produttiva. Così, mentre Pechino rallenta sotto il peso dei dazi, Hanoi accelera e diventa uno spazio sempre più appetibile.
Secondo documenti presentati alle autorità locali e visionati da Reuters, i due colossi asiatici intendono aumentare la capacità produttiva vietnamita di oltre 13 milioni di console da gaming ogni anno, segnando il potenziale passaggio del Paese a un livello industriale superiore. EV Foxconn, società del gruppo taiwanese, già opera nel nord del Paese con una fabbrica che può assemblare fino a 4 milioni di console all’anno. A questa realtà si affiancherà l’espansione richiesta da Fushan Technology, che punta a ottenere l’autorizzazione per produrre 4,8 milioni di Xbox l’anno, insieme a componenti interni e altri dispositivi destinati al settore dell’intrattenimento digitale. In parallelo, anche Luxshare-ICT ha presentato un progetto per avviare la produzione di ulteriori 4,5 milioni di console a partire dalla prossima stagione industriale.
Vietnam e la scalata dell’hardware: non solo console, ma smartphone, indossabili e droni
La spinta verso le console rappresenta solo una parte della trasformazione industriale del Vietnam. Fushan Technology, oltre al progetto dedicato a Xbox, ha in programma un incremento dell’assemblaggio di smartphone, arrivando a toccare quota 140 milioni di dispositivi prodotti. L’azienda intende anche diversificare avviando la produzione di caricabatterie per smart ring, oltre a smartwatch e smartband per un totale stimato di 3 milioni di unità l’anno. E non è tutto. Il sito industriale potrà anche fabbricare componenti per circa 100.000 droni, segnale di un ampliamento mirato verso settori in forte crescita.
Negli ultimi anni Foxconn ha investito più di 3,2 miliardi di dollari nel Paese. Luxshare segue la stessa direzione, puntando a un aumento del 20% della capacità produttiva nel suo impianto principale, già responsabile di oltre 300 milioni di dispositivi annuali tra cuffie, visori VR, indossabili e accessori intelligenti. A completare il quadro c’è Samsung che nel 2025 ha raggiunto lo storico traguardo dei 2 miliardi di smartphone prodotti. Insomma il Vietnam si impone come nuovo polo tecno-industriale, pronto a competere con i giganti asiatici e a ridefinire gli equilibri mondiali della produzione elettronica.
