OpenAI sembra pronta a portare ChatGPT in una direzione finora inesplorata, quella del benessere personale basato sui dati sanitari dell’utente. Un’analisi della recente versione dell’app iOS ha infatti rivelato un’icona nascosta che riprende il simbolo di Apple Salute, un elemento che fa pensare all’esistenza di un’integrazione ancora in fase di sviluppo. La scoperta non lascia molti dubbi, perché anche il nome del file richiama esplicitamente la possibile connessione tra i due sistemi.
ChatGPT e dati sensibili: un’integrazione che apre nuove possibilità
Secondo quanto emerso, ChatGPT potrebbe presto essere autorizzato a leggere alcune tipologie di dati raccolti quotidianamente dall’app Salute, includendo attività fisica, qualità del sonno, alimentazione, respirazione e parametri legati all’udito. Se attivata, questa funzione permetterebbe al chatbot di generare risposte basate non più soltanto sulle domande dell’utente, ma su un quadro personalizzato costruito sulle sue reali abitudini. Si tratterebbe di un’evoluzione importante poiché trasformerebbe ChatGPT in un assistente capace di analisi e consigli molto più mirati rispetto al modello attuale.
La struttura dell’app lascia intendere che la nuova funzione, qualora venisse rilasciata, troverebbe posto nella sezione App e Connettori, accanto a servizi come Google Drive, Outlook e Notion. È probabile che l’utente debba concedere manualmente ogni autorizzazione, come già avviene con altre app che accedono ai dati sanitari di Apple.
Come detto, l’eventuale ingresso di ChatGPT nel mondo della salute personale rappresenterebbe un passo importante per OpenAI, che punta a rendere il suo assistente un punto di riferimento quotidiano, in grado di muoversi dal lavoro alla gestione del benessere. Allo stesso tempo, però, alcuni si pongono non poche domande sulla gestione della privacy, poiché i dati sanitari sono tra i più sensibili da gestire. La domanda non riguarda solo la sicurezza tecnica, ma anche le implicazioni etiche di permettere a un modello di intelligenza artificiale di accedere a informazioni tanto intime. Per ora la funzione non è attiva e non esiste alcuna timeline ufficiale. Ma il semplice fatto che l’integrazione sia già presente nel codice suscita un bel po’ di possibili ipotesi.
