Di recente WhatsApp era finito sotto la lente di ingrandimento dell’antitrust italiano per un sospetto abuso di posizione dominante, alla società infatti viene contestato l’aver inserito in modo arbitrario Meta AI come assistente di intelligenza artificiale all’interno di WhatsApp senza lasciare spazio alla possibilità dell’utente di scegliere se optare per un’altra soluzione, questa cosa non è andata particolarmente giù ai vertici dell’ente governativo che hanno voluto vederci chiaro e sospettano per l’appunto che WhatsApp abbia attuato pratiche anticoncorrenziali.
A quanto pare questa cosa non è andata giù nemmeno ai vertici europei, dopo l’Italia infatti anche la commissione europea ha deciso di vederci chiaro su questa situazione per capire se effettivamente WhatsApp abbia o meno abusato della propria posizione, scopriamo insieme che cosa sta succedendo.
Indagini antitrust
Nello specifico, i vertici europei hanno deciso di avviare un’indagine per capire se effettivamente la politica di WhatsApp va a ledere la concorrenza impedendo di fatto l’integrazione di altri chatbot generati all’interno di WhatsApp, quest’ultima infatti ha impostato come predefinito il proprio Meta AI senza lasciare spazio all’integrazione di altri software che possano sfruttare l’interfaccia chat di WhatsApp.
La preoccupazione dei vertici italiani e dei vertici europei è quella che effettivamente, godendo di un bacino che conta milioni e milioni di utenti in Europa, questa pratica possa colpire in modo diretto la concorrenza impedendo magari a piccoli operatori che sfruttano l’intelligenza artificiale generativa di emergere, ovviamente WhatsApp ha sempre respinto le accuse sottolineando che permettere l’integrazione di altre intelligenze artificiali graverebbe in modo importante sui sistemi, allo stesso tempo però gli enti governativi vogliono vederci chiaro per capire se emerge effettivamente un abuso della propria posizione che può ledere in modo permanente la concorrenza.
Non rimane dunque che attendere per capire se tutto ciò avrà un seguito o se finiremo in un archiviazione, viene spontaneo pensare che un probabile esito sia la modifica delle API per permettere l’introduzione di altri bot lasciando dunque la decisione finale proprio all’utente.
